«La nostra vita ai tempi del coronavirus»

Questa pandemia ha sconvolto la nostra vita. Da qualche mese niente è più come prima. Per fortuna Il Resto del Carlino ci ha dato una possibilità di tornare alla normalità, anche se si tratta di una normalità un po’ diversa. Riprendere a scrivere nella pagina dei Cronisti in classe ci permette di riprendere, almeno in parte, un po’ della nostra quotidianità. Già, perché è proprio questa che ci manca di più. La quotidianità della scuola, dei nostri amici, del giro in bici, della chiacchierata con i compagni di classe, della ricreazione, della campanella che suona, del prof. che consegna le verifiche, delle litigate, del ritrovarsi al mattino davanti alla scuola. E’ stato consigliato un codice di comportamento per tentare di arginare il diffondersi della malattia e tra i punti fondamentali c’è l’evitare l’assembramento di persone e mantenere la distanza di almeno un metro. Per questo andare a scuola era impensabile, saremmo stati tutti esposti al virus. Non uscire di casa è un grosso sacrificio ma purtroppo, a quanto sembra, è l’unica soluzione fino a quando non saranno trovati una cura o un vaccino. Dopo i primi giorni, nei quali si aveva l’impressione di essere in vacanza, non andare a scuola è diventato meno divertente: le ore del giorno sono diventate interminabili. Per fortuna gli insegnanti si sono organizzati abbastanza velocemente e cercano, con le migliori intenzioni, di non farci perdere l’abitudine allo studio ma non è semplice. Mi mancano i volti dei compagni, la confusione delle loro voci, mi mancano anche i docenti, la loro severità, il loro stimolo a fare sempre meglio. Tutta questa situazione mi sta facendo riflettere. Ci sono due mondi paralleli: da una parte medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine, protezione civile che stanno affrontando da eroi un’emergenza che sembra non finire mai e dall’altra si vedono in giro persone che, incuranti dei divieti, continuano la loro vita. Allora penso: dove sono il nostro senso civico, il rispetto per le regole e per il prossimo? Federica 3 B Io mi annoio un po’ a stare a casa, vorrei ritornare a scuola per rincontrare i miei amici ma bisogna farlo per non essere contagiati. Guardo sempre le notizie al telegiornale sulle condizioni del mondo i numeri dei morti sono molto alti, ho visto anche alcune scene tristi, come quella in cui c’erano i camion militari in fila con le bare dei morti perché non c’era più posto nei cimiteri, mi sono rimaste impresse nella mente. Ma ci sono state anche delle scene felici come i flashmob fuori dalle finestre a suonare qualcosa o facendo un applauso per gli infermieri o semplicemente mettendo un cartellone con scritto #andràtuttobene. Edoardo Solo ora ci rendiamo conto quanto è importante andare a scuola e quanto ci manca non poterlo fare. Quando non faccio i compiti, poiché non posso uscire di casa, gioco e mi diverto lo stesso con i miei fratelli, perché ho la fortuna di averli. Giulia 2B

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