Secoli di tradizioni ebraiche a Ferrara

FERRARA Le più antiche testimonianze di presenze ebraiche a Ferrara risalgono ad un documento del 1275 che parla di contratti sottoscritti da ebrei. Gli Este si dimostrarono molto tolleranti nei loro confronti, concedendo la libertà di pratiche religiose; infatti, nel 1481, venne istituita una sinagoga in via Mazzini. Nel 1492 si registrò un incremento di questa minoranza dovuto all’arrivo a Ferrara di ebrei Sefarditi, originariamente residenti nella penisola Iberica, in fuga dalla terribile Inquisizione spagnola. In molti furono accolti in città dal Duca Ercole I, che concesse loro di fondare un proprio cimitero, ora chiuso, che si trovava nell’odierna via Arianuova. Questa nuova comunità ebraica aveva favorito lo sviluppo delle attività economiche ma nello stesso periodo furono emanate una serie di leggi sempre più restrittive nei loro confronti. Il ghetto era la zona in cui si concentravano gli ebrei provenienti da tutta Europa. Venne chiuso nel 1859 per poi essere riaperto nel 1938 in seguito all’emanazione delle leggi razziali. Le sue porte coincidevano con l’inizio di via Contrari e il suo perimetro si poteva racchiudere fra via Mazzini, via Romiti, San Romano e Carlo Mayr. Via Vignatagliata ospitava la scuola per soli ebrei nella quale Bassani insegnò. L’Oratorio di San Crispino, ora Libraccio, era il luogo preposto alle funzioni religiose cattoliche a cui gli ebrei erano costretti ad assistere. In via Mazzini era presente l’Oratorio Fanese ossia una delle tre sinagoghe rimaste a Ferrara, essa racchiude la storia della comunità ebraica ferrarese, unica in Italia per la presenza ininterrotta dal XV secolo fino al 1944. In quell’anno la Repubblica sociale italiana sequestrò l’edificio e la guardia di finanza compilò l’inventario di ciò che conteneva. Nel settembre i fascisti saccheggiarono e danneggiarono le sinagoghe. Con la liberazione, i sopravvissuti delle persecuzioni tornano nell’edificio ormai vuoto. In memoria delle vittime si celebra la ricorrenza religiosa chiamata Kippur dalla sera di domenica 27 settembre, fino alla sera del lunedì 28 settembre. In virtù di questa radicata tradizione ebraica è stato fondato il Meis, il museo dell’ebraismo Italiano e della Shoah. Nel suo giardino, detto delle Domande, crescono alloro, mirto, timo, lavanda e maggiorana piantate e disposte in modo da disegnare un itinerario per comprendere le regole dell’alimentazione ebraica (Kasherut) con particolare riferimento all’uso di carne, latte, pesce e uova. A ciascuno di questi quattro cibi è associato un diverso punto di accesso per un piccolo labirinto in cui i visitatori sono chiamati a rispondere ad un questionario sulla cucina ebraica. Il giardino fa così avvicinare il pubblico alla cultura ebraica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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