Force, un gioiello nelle Marche

Ad ottobre del 2019, Lonely Planet, la guida turistica più famosa al mondo, ha inserito al secondo posto nella classifica dei luoghi da visitare nel 2020 la Regione Marche. Il suo maggior fascino risiede nella varietà e nell’elevato numero di luoghi di interesse. Con calma e in relativa solitudine, il visitatore si può immergere in piccoli borghi senza tempo, si può addentrare in una natura ancora incontaminata, può andare alla scoperta di rovine romane, castelli medievali, palazzi rinascimentali, può infine godere delle innumerevoli prelibatezze culinarie. Arte, cultura, natura e gastronomia, queste sono le Marche, questo, possiamo dirlo con un po’ di orgoglio e anche Force! Così, approfittando di una bella giornata di sole, abbiamo deciso di ripercorrere le vie del paese immaginando di essere un turista che venga a trascorrere le sue vacanze nel Piceno e prosegua la sua visita nella piccola cittadina arroccata di Force. All’arrivo rimarrà esterrefatto dal panorama dei Monti Sibillini, luogo ricco di fascino e di mistero, mentre in lontananza, nelle giornate più limpide, potrà scorgere persino il Mare Adriatico. Mettendosi in cammino, la sua attenzione sarà catturata dall’imponente e maestoso Torrione, un tempo porta di accesso al paese. Salendo per il borgo, potrà ammirare la chiesa ottocentesca di San Francesco e la torre campanaria del XIII secolo. Giunto nella piazza Vittorio Emanuele, resterà colpito dall’eleganza del palazzo comunale settecentesco, in cotto, con portico e torre civica e dalla Collegiata di San Paolo del 1600, con l’abside romanica dell’antica chiesa farfense del 1100. Sempre dalla piazza, il punto più alto del paese, il turista potrà affacciarsi come da un «balcone» e contemplare l’alta valle del Tronto e i Monti Sibillini. Allora avrà l’impressione che il tempo si fermi e si sentirà pervaso da un senso di pace profonda. Riprendendo il cammino attraverso le tipiche vie del borgo, si potrà imbattere nelle caratteristiche botteghe dei ramai, che un tempo punteggiavano numerose il paese, e, con un po’ di fortuna, sentirli parlare il baccaiamento, un particolare gergo utilizzato dagli artigiani per comunicare tra loro. Proseguendo la visita, il turista verrà rapito dai profumi inebrianti che lo condurranno sino a un antico forno. Così, con una fragrante «cacciannanze» tra le mani, potrà sedersi su una delle panchine di piazza Egidi e lasciarsi sorprendere dalla vista di una particolare costruzione risalente al 1936, il Villino Verrucci, in stile Liberty. Terminato il giro, siamo ritornati in classe. Ci siamo resi conto di quanto gli occhi si abituino alla bellezza che vediamo ogni giorno. Abbiamo ripreso la lezione con un insolito entusiasmo, fieri di vivere in un borgo che, seppur piccolo, contribuisce a rendere le Marche una meta di viaggio irrinunciabile.

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