«Ecco il dono che può salvare una vita»

Nel plesso Padre Matteo Ricci e in quello Ungaretti abbiamo accolto i volontari dell’Associazione per la donazione del midollo osseo (Admo) di Macerata e Civitanova. La professoressa Fabi ci ha illustrato le finalità del progetto: educare ai valori della solidarietà e della cittadinanza attiva, svolgere opera di sensibilizzazione tra gli alunni, e diffondere la cultura del dono come atto volontario, gratuito e solidale; far conoscere i problemi sulla donazione di midollo osseo, di cellule staminali emopoietiche e il loro trapianto. I volontari ci hanno spiegato di cosa si occupa l’associazione, come si è formata, in che consiste la donazione, come funziona il trapianto. L’aspetto che ci ha colpito è stata la statistica di compatibilità: c’è una probabilità di uno su 100.000 persone di trovare un donatore compatibile. Abbiamo capito quanto è complicato trovare la persona compatibile per il trapianto, se non c’è compatibilità, il trapianto non può essere fatto. Per aiutarci a capire bene, ci hanno fatto vedere il film «Bianca come il latte, rossa come il sangue», in cui si parla di una ragazza malata di leucemia che muore perché non ha trovato un donatore compatibile. Per concludere ci sono state delle testimonianze di alcuni ragazzi dell’associazione. Ci ha emozionato quella di Riccardo che, per la leucemia, ha perso la sorella un po’ di anni fa. Ci ha raccontato che tutti i fratelli hanno fatto la tipizzazione sperando di essere compatibili con la sorella malata, purtroppo questa speranza non si è avverata. Nella maggior parte dei casi i fratelli sono compatibili al 25-30% per cui la donazione non può essere fatta. Riccardo ci ha raccontato che la sorella non si arrendeva, anzi, era come una guerriera che cercava di incoraggiare le persone a non preoccuparsi tanto per lei, ma a vivere serenamente quella situazione difficile. «La nostra amata guerriera non ce l’ha fatta ed è salita al cielo come una mongolfiera». Così si è conclusa la toccante testimonianza di Riccardo. Siamo rimasti molto colpiti e, in lacrime, abbiamo ringraziato i volontari dell’Admo per averci raccontato le loro storie e per averci dato informazioni sulla associazione che con la sua attività permette di salvare delle vite aumentando il numero degli iscritti al Registro dei donatori di midollo osseo. Asia Villani, Rebecca Marcantoni 3ª C

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