Videogiochi tra divertimento e abuso

Il videogiochi è tra i divertimenti preferiti dai ragazzi. Da un’indagine statistica somministrata a 24 giocatori, tra i 6 e i 18 anni do età, si evince che ci possono trascorrere molte ore al giorno: fino a 2 ore per il 29% di loro, e oltre per il 21%. Tra essi il 50% trova nel gioco il modo per rilassarsi e non pensare ai problemi e ai compiti, il restante segue l’esempio degli amici, o lo fa per vivere nuove esperienze. Si preferisce il gioco della guerra (46%) rispetto alla magia o all’avventura. In questo «mondo» è anche possibile mettersi in contatto con sconosciuti, il 37% lo fa, mentre la metà vorrebbe continuare questa passione in futuro, e quasi il 70% segue nel web i gamer, cioè i giocatori professionisti che vincendo delle sfide riescono a guadagnare molti soldi. Esiste la dipendenza da videogiochi. Circa 20 anni fa sono iniziati gli studi sugli effetti collaterali per i giocatori. La dipendenza è spesso legata alla depressione o all’ansia, ma ancora non è chiaro se possa essere descritta come una patologia a sé e se abbia bisogno di trattamenti di cura differenziati rispetto a diverse dipendenze comportamentali. La dipendenza è una vera malattia? Il dottor Ascari della Comunità Agricola «San Cristoforo» di Amandola, responsabile della struttura che cura le persone con dipendenza, afferma che essa viene definita tale quando un soggetto senza la droga, l’alcol o il gioco pensa di non poter vivere, diventando ingestibile. Per «malattia da gioco«, infatti, intendiamo una serie di comportamenti inguaribili o ripetuti associati al gioco, che si manifestano quando si perde il controllo di sé. Per un riscontro esiste la possibilità di osservare un soggetto per un periodo di almeno dodici mesi. Chi è affetto da dipendenza gioca di notte, nella nostra indagine risulta che il 25% dei giocatori lo fa. Dati positivi invece sono: quello di mettere in primo piano i compiti (92%) rispetto al gioco; il controllo dei genitori sui figli, oltre il 60%, e che preferiscono divertirsi in compagnia piuttosto che in solitudine. Si dà per scontato che gli under 18 siano i maggiori fruitori dei videogames, in realtà in Italia, il 71% è rappresentato da adulti. Le fasce d’età coinvolte sono molto varie: dai 4 a oltre 64 anni; inoltre il 39% sono donne. Si evince che è il divertimento preferito dalle nuove generazioni e non solo, però bisogna stare attenti a non abusarne perché potrebbe causare danni alla salute. Classi I, II e III C

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