’Mare nostrum’: era azzurro ora è di plastica

Gli oceani, il polmone blu, rappresentano la risorsa principale del nostro pianeta. Essi fungono da sistema respiratorio terrestre, producendo ossigeno e assorbendo anidride carbonica e scorie. Assorbono il 30% dell’anidride carbonica mondiale e il fitoplancton marino produce il 50% dell’ossigeno necessario. Gli oceani dunque regolano clima e temperatura, rendendo il pianeta adatto a diverse forme di vita; sono inoltre essenziali per il benessere economico mondiale. Negli ultimi anni però hanno subito un cambiamento radicale: prima puliti e limpidi, adesso i mari si presentano ricolmi di plastica sconvolgendo l’ecosistema marino. Ma come siamo potuti arrivare a tutto ciò? L’analisi dei dati mostra che il 90% dei commerci globali utilizza il trasporto marino, i cavi sottomarini trasmettono il 95% delle telecomunicazioni globali e la pesca e l’ acquacoltura forniscono a 4,3 miliardi di persone più del 15% del consumo delle proteine animali. A tutto ciò si aggiunge che una grande quantità di olio e gas globale è estratta dal fondale marino. Leggendo vari articoli sull’argomento ci si rende conto che il turismo costiero rappresenta il settore di mercato maggiore nell’economia mondiale, includendo il 5% del prodotto interno lordo globale e dal 6 al 7% dell’occupazione globale. Questi sono solo alcuni esempi dello scempio che si perpetua ormai da troppo tempo e l’uomo resta a guardare? Le campagne di sensibilizzazione sono sempre più numerose e noi vorremmo dare il nostro contributo per diminuire il consumo e l’inquinamento della plastica attraverso questi piccoli accorgimenti: usando borracce e non bottigliette di plastica, evitando di comprare oggetti incartati con la plastica, stando attenti a non gettare la plastica nell’ acqua e cercando di riciclare tutto ciò che possiamo. Siamo solo gocce nel mare, ma tante goccioline unite potranno salvare il nostro bel pianeta. Se vogliamo salvare il mondo, dobbiamo guardare non solo con i nostri occhi, ma anche con lo sguardo di chi ogni giorno lotta per la sopravvivenza. Classe II F

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