La scuola, un vero e proprio girone infernale

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Con l’insegnante di letteratura, il professor Giacomo Visconti, stiamo dando vita a un’opera a più mani. Si tratta di un libro, corredato da clip video, in cui leggiamo, in chiave attualizzante, la Commedia di Dante Alighieri (1265-1321), di cui nel 2021 si celebreranno i 700 anni dalla morte. Quali sarebbero le tre fiere oggi? La lupa, la lonza e il leone avrebbero il nome dell’Odio, del Pregiudizio e dell’Indifferenza. O ancora: la Ragione è ancora una guida per l’uomo come lo è stata per Dante? E se la scuola diventasse l’Inferno? Ecco una possibile risposta. Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una fitta nebbia davanti a scuola. Era freddo e buio, quando dal nulla saltarono fuori tre belve. La prima che riconobbi fu Ansia. Aveva la pelle chiarissima, quasi bianca, i capelli lunghi, neri e spettinati. I suoi vestiti erano sporchi e i suoi denti gialli, ma la cosa più inquietante erano le sue unghie lunghe e affilate. Si avvicinò a me, mi prese per un braccio e cominciò a domandarmi: -Hai preso i libri? E i quaderni? Dove sono le matite? Sei sicura di ricordarti tutto? Oggi hai nove interrogazioni e tre verifiche! La spinsi via e mi allontanai, ma, presa dalla paura, non mi accorsi di essermi scontrata con un’altra belva: Senso Di Colpa. Aveva i capelli corti e rossicci, gli occhi gialli e i denti affilati. Teneva in mano un quaderno e una penna, come se volesse intervistarmi. Iniziò a parlare dicendomi delle cose che mi fecero sentire in colpa: – Ieri sei stato tutto il giorno a non fare nulla; ti sei mangiata otto pacchi di merendine e… Non fece in tempo a finire di parlare che ero già da un’altra parte. Mentre pensavo di essere al sicuro, sbucò da un cespuglio una delle bestie più terribili che esistano: Mi Presti? Era bassa, bionda e magra, quasi scheletrica. Mi chiese: -Mi presti la matita? E la gomma? Ho fame, mi dai la tua merenda? Continuò per minuti, quando qualcuno mi prese per il braccio e mi disse: -Cosa fai qui? Sei in ritardo, vieni! Mi resi conto dell’orario e dissi: – Hai Ragione! E si presentò: – Io sono Virgilio e ti aiuterò a finire la scuola media con voti decenti. Io sono al Limbo perché… Affari miei. Siamo in ritardo! Ed eccoci davanti al portone della scuola. La prima persona che incontrammo fu Caronte, il bidello, che ci disse: -Tornate a casa! Queste sono le medie, siete troppo giovani per entrare! Virgilio si avvicinò a lui e disse: – Calmati Caronte. Abbiamo l’età giusta, lasciaci passare! Visitammo quell’immenso posto. Entrammo in una classe con le finestre spalancate da cui entrava un forte vento che spettinava gli studenti. -Questi sono i Lussuriosi, coloro che si sono lasciati trasportare dall’amore per i videogiochi. Riconobbi alcuni dei miei compagni che si lamentavano di non poter più giocare a Fortnite. Entrammo in un’altra classe dove incontrammo i Golosi cioè coloro che mangiavano durante la lezione. Erano condannati a guardare i video di persone che mangiavano. Riconobbi due amici che piangevano per la fame. Incontrammo poi gli avari, i prodighi, gli iracondi e gli accidiosi. Arrivammo davanti a una grande porta e all’interno incontrammo gli Eretici, cioè coloro che durante le verifiche affermavano di avere lasciato in bianco. Entrammo poi nella classe degli Ansiosi dove vidi una ragazza che, agitata, mi domandò se avessi studiato. Ed eccoci nelle Malebolge divise in dieci gruppi di studenti che usavano troppo il cellulare: quelli dipendenti da Instagram, i Tik Toker, i dipendenti da Spotify, quelli dipendenti da Snapchat, da Twitter, da Facebook, quelli che si facevano mille foto e le persone che condividevano le catene. Incontrammo anche quelli dipendenti da Youtube e da Whatsapp. Usciti da quel postaccio ci imbattemmo nei diavoli di Malebranche: i professori. Riconobbi anche la Preside dai capelli sporchi, gli occhi rossi, le unghie lunghe e affilate. Ed ecco avanzare la prof. di inglese, il prof. di arte, quello di italiano, quello di geografia, la prof.ssa di francese, il prof. di musica, quello di ginnastica, di storia, di matematica e di tecnologia. Avevano gli occhi gialli e le corna storte, le ali grandi e le unghie lunghe; erano molto spaventosi e io e Virgilio scappammo. Ed ecco l’ultima cosa che affrontammo: le pagelle. Arrivarono i nostri genitori, entrarono nella classe e restammo ad aspettare. Uscirono minuti dopo e ci diedero una bella e una brutta notizia: io finii in classe con Beatrice. Ero al settimo cielo, anzi al nono! La Preside scoprì che Virgilio era stato bocciato. Era il momento di dividerci. La mia avventura con Virgilio era finita e, quella con Beatrice appena cominciata. Ana Madalina Netedu Classe 2D, scuola media Stoppani di Lavezzola