La storia di Ema tra dolore e coraggio

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Ema Pesciolino Rosso: la storia di un dolore condiviso Poco tempo fa abbiamo affrontato il tema delle dipendenze da sostanze stupefacenti e abbiamo conosciuto la storia di Emanuele Ghidini, un ragazzo di 16 anni che nel novembre 2013 annegò nel fiume del suo paese sotto l’effetto di una droga assunta ad una festa. Quello stesso fiume dove anni prima aveva liberato con il padre il suo pesciolino rosso. Questo dramma personale ha fatto capire a Giampietro, il padre di Ema, che ci sono molti ragazzi bisognosi di essere ascoltati e compresi, perciò ha fondato l’Associazione Ema Pesciolino Rosso e tiene incontri nelle scuole di tutta Italia sulla prevenzione dalle droghe e per far riflettere i giovani sul valore della vita. Il 19 dicembre noi e i nostri genitori abbiamo avuto l’opportunità di incontrarlo al teatro Metropolis di Bibbiano, grazie al Comitato Genitori promotore dell’iniziativa. Sentire la sua storia è stato commovente e toccante. Giampietro ci ha accolti con il sorriso, ci ha ascoltati e incoraggiati con i suoi abbracci: uno, dieci, cento e più abbracci dati e ricevuti da tutti noi. Pensiamo che il papà di Ema abbia una grande forza nel raccontare quello che è successo a suo figlio davanti a tante persone; ci vuole molto coraggio a trovare le parole giuste e non farsi sopraffare dal dolore. Lo ammiriamo molto e ci colpisce il fatto che abbia fatto della sofferenza un motivo per aiutare i giovani a non fare scelte sbagliate che condizionano il loro futuro. Dall’incontro con questo papà così segnato dal dolore, ma forte nel voler continuare a dare un senso alla sua vita, abbiamo imparato che non importa quanto grandi siano gli errori e quante volte si cade, l’importante è sapersi alzare e ricominciare. Gianpietro ci ha fatto riflettere sull’importanza di parlare di più con i nostri genitori, che sono sempre pronti ad ascoltarci ma anche a perdonarci, e di dedicare più tempo ai propri cari per non pentirsi poi di non averlo fatto. Inoltre dobbiamo trovare la forza di stare da soli piuttosto che in brutte compagnie, anche per evitare la tentazione di fare uso di sostanze stupefacenti, tanto più che non si può sapere come potrebbe reagire il nostro corpo. Sicuramente la sua storia ci ha aiutato a comprendere quanto fanno male queste sostanze più di qualunque articolo scientifico. Tutti ci sentiamo un po’ Ema – un volto e un nome che hanno trovato un posto nei nostri cuori – e a volte vorremmo riuscire a vivere ‘volando’. Dobbiamo però cambiare il nostro atteggiamento: la vita è bella e ci aspetta, non possiamo lasciarci sedurre da false promesse di felicità che qualcuno vuole barattare con le nostre vite. Dunque: no alle droghe e no a chi ci vuole togliere il domani. Classi terze