Il nostro futuro? Un mondo di plastica

Il tema dell’inquinamento è centrale ormai da decenni ma negli ultimi anni è diventato ancora più sentito, soprattutto quello causato da un uso smoderato della plastica. La plastica è presente nella maggior parte degli oggetti che utilizziamo, negli imballaggi di molteplici prodotti, nei mezzi di trasporto che utilizziamo, nei vestiti che indossiamo, insomma siamo circondati da questo materiale che da invenzione epocale si sta trasformando in rovina per l’ambiente. A scuola ne abbiamo tanto parlato e lunedì 3 febbraio abbiamo avuto la possibilità di avere ospite in classe la responsabile delle azioni esterne di Clara, la società che si occupa dello smaltimento e del riciclo dei rifiuti di quasi tutta la provincia di Ferrara e che ha sede a Copparo, che ci ha parlato della plastica, della raccolta differenziata e dei processi che portano al suo riciclo. La dottoressa ci ha spiegato quale tipo di plastica è possibile riciclare, e cioè solo gli imballaggi, ci ha, poi, detto che la raccolta di plastica e di alluminio viene chiamata Raccolta Multimateriale Leggero e che il colore scelto per la sua raccolta è il giallo. Nel nostro territorio, quello di Copparo, da più di trent’anni la raccolta dei rifiuti viene fatta col metodo del ‘Porta a porta’, un sistema che responsabilizza i cittadini e che ha portato, anno dopo anno, risultati sempre migliori, nelle zone in cui, invece, non viene utilizzato questo metodo ci sono dei cassonetti gialli dove i cittadini possono buttare i loro rifiuti di plastica. Siamo, anche, venuti a conoscenza della quantità di plastica che negli ultimi decenni è stata prodotta, sono numeri che possono sembrare noiosi ma vista la loro dimensione pensiamo sia molto importante conoscerli per comprendere l’entità del problema. La plastica prodotta dal 1950 al 2015 è passata dai 2 milioni ai 400 milioni di tonnellate , un incremento stratosferico se non fosse che negli ultimi tredici anni è stata prodotta la metà della plastica prodotta dal 1950 a oggi. La situazione è critica, è stato calcolato che nel 2050, se non dovessimo cambiare subito le nostre abitudini, la plastica dispersa nell’ambiente si aggirerebbe sui 12 miliardi di tonnellate. Cosa fare quindi? A noi giovani il compito di comprendere il problema e di cambiare le nostre abitudini; dovremo scegliere di bere l’acqua del rubinetto o acquistare l’acqua contenuta nelle bottiglie di vetro o utilizzare delle comode e colorate borracce, dovremo acquistare cibo sfuso e non confezionato in involucri di plastica, acquistare detersivi e detergenti sfusi o ricariche, eliminare bicchieri, cannucce, piatti e posate usa e getta, non utilizzare cotton fioc o utilizzare solo quelli biodegradabili, insomma possiamo fare tanto e dobbiamo iniziare subito se non vogliamo che nei prossimi decenni in mare nuotino più bottiglie che pesci. La classe I B

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