Centodieci anni di amore per lo «squadrone»

 

Nel 1909 nacque lo «squadrone che tremare il mondo fa», una rivoluzione per i cittadini che iniziarono ad amarlo. Il Bologna un tempo era la vetta insuperabile: nel torneo per l’Esposizione Universale di Parigi del 1937, sconfisse 4 a 1 il Chelsea, conquistando il titolo di campione d’Europa. Oltre a questo, ha vinto 2 coppe Italia e 7 scudetti, l’ultimo nel 1964 battendo 2-0 l’Inter allo spareggio, la partita dopo la quale nacque il detto «così si gioca solo in paradiso». La squadra di Fulvio Bernardini, con Mirko Pavinato capitano, fu strabiliante, raccontano i nostri nonni fieri di dirci «Io c’ero!». La storia del Bologna si interseca con quella del nostro paese: nel gennaio 1935 diventò allenatore Àrpád Weisz, che riuscì a conquistare il terzo scudetto del club con soli 14 giocatori. Purtroppo nel ‘38 l’allenatore dovette trasferirsi in Olanda a causa delle leggi razziali e il 31 gennaio ’44 fu ucciso ad Auschwitz. Nel 2009, su iniziativa del Comune, fu posta una targa in sua memoria sotto la torre dello stadio e gli fu dedicata una curva. Altre figure di spicco sono state Angiolino Schiavio e il presidente Renato Dall’Ara, che ha dato il nome allo stadio. Giocatori che hanno segnato la storia del club sono stati Giacomo Bulgarelli, Ezio Pascutti, Marco Di Vaio o Diego Perez. Fino alla scorsa stagione, per il Bologna non è stato tutto rose e fiori: sconfitte su sconfitte, fino al weekend di gennaio in cui il Frosinone ha battuto la squadra dell’ex mister Pippo Inzaghi con 4 goal di vantaggio. Nessuno credeva nell’impresa di restare in serie A. Così il presidente Joey Saputo ha messo un punto alla situazione, chiamando un nuovo allenatore: un guerriero che è riuscito a prendere i giocatori per mano, ha ridato loro la forza e ha salvato il Bologna. È Siniša Mihajlovic. Quest’estate si è trovato di fronte a una brutta leucemia, ma è rimasto con i suoi giocatori e i suoi tifosi e non ha perso la speranza. Ora non è più all’ospedale, ma continua le cure. In questa città è tanto amato che il Comune gli ha conferito il titolo di cittadino onorario. Nel 2019 lo squadrone ha festeggiato 110 anni e recentemente si è conclusa la mostra dedicata ai rossoblù, dal 3 ottobre a Villa delle Rose. Perché proprio questa data per iniziare l’esposizione? Quel giorno, 110 anni prima, in via Spaderie nacque il Bologna Football Club, che fino all’inverno successivo si allenò in un Circolo Turistico. Oggi il Bologna affronta periodi duri, con tante sconfitte e qualche pareggio, ma riesce sempre a riprendere il ritmo, sapendo che nonostante le difficoltà resta una squadra forte: la nostra. Classe 3D: Aabizza Nada, Brinati Anaïs, Caccia Sara, Chiaromonte Gianluca, Cruciat Jacopo, Duchemin Emilio, Giavedoni Zelda Langella Martina, Lemzini Kabil, Marasigan Charlyn, Meyer Eowyn Alexandra, Nastasa Maria Bianca, Ndiaye Aida, Orsi Minh Khang, Petrioli Margherita, Pierfederici Giovanni, Prato Fabio, Rosini Alessandro, Rossi Nicolò, Stracciari Beatrice, Tarsitano Camilla, Tilli Carlotta, Tomassetti Nicola, Xu Wenji, Prof. Marilena Lelli

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