«Piccole voci dai campi di sterminio»

I ragazzi della classe 3E della scuola secondaria di primo grado Zennaro di Grignano, che fanno parte della redazione del giornalino d’istituto, ‘La Voce degli alunni’, hanno raccolto le riflessioni dei loro amici di 1E. Dalla testimonianza di Andra e Tatiana Bucci… Le bambine iniziarono a rendersi conto di essere nel campo di concentramento. Non piangevano di fronte ai cumuli di cadaveri e non piansero nemmeno quando la mamma smise di andarle a trovare. Tatiana ricorda: «Auschwitz è soprattutto il camino. Non so quando, ma a un certo punto sapevo di essere in quel posto chiamato Auschwitz e per me quel nome si legava alla ciminiera… Uscivano anche fiamme, non solo fumo grigio. Vampate di fiamme, da cui pioveva come una nebbiolina grigia che si posava dappertutto. E si sentiva sempre quell’odore, io uno capivo che cosa fosse. Dopo ho saputo che era carne bruciata». Anche se la sorella minore Andra ricorda momenti della loro vita nel campo: L’interno della baracca dei bambini a Birkenau. «Se chiudo gli occhi, rivedo la baracca dei bambini, io, mia sorella e Sergio che giriamo intorno tenendoci per mani… Andiamo in giro soli, abbiamo freddo, addosso abbiamo dei cappottoni e le scarpe senza calze». Le due sorelle con il cuginetto, durante i primi giorni nel campo, tra di loro parlavano in italiano. Presto però dimenticarono la loro lingua, iniziando a capire il tedesco e a parlarlo. Le due bambine non si ammalarono di malattie infettive e devastanti come il tifo e la dissenteria. Inconsapevolmente suscitarono in alcuni adulti della tenerezza e della pietà che produssero dei piccoli atti per la sopravvivenza di entrambe. Alcuni internati porsero loro del pane, una scatola di biscotti e della cioccolata, correndo anche dei rischi. Fondamentale per la loro salvezza fu un’addetta alla sorveglianza della baracca dei bambini e delle donne, della quale le sorelle non ricordano il nome, che si prese cura soprattutto di Tatiana alla quale regalò dei caldi maglioni da condividere con la sorellina e questo alle due bambine di sopravvivere alle crudeltà del campo. Un giorno di novembre prese da parte Andra e Tatiana e disse loro: «Verranno degli uomini, raduneranno tutti voi bambini e vi diranno: chi vuole vedere la mamma e tornare con lei, faccia un passo avanti. Voi dovete rimanere ferme al vostro posto, non rispondere assolutamente nulla». Le due sorelle lo dissero anche a Sergio affinché si potesse salvare insieme a loro. Quando il dottor Mengel si presentò alla baracca insieme ai suoi uomini e chiese ai bambini di farsi avanti se volevano andare a trovare la mamma, Sergio, abituato a vivere solo con la madre, fece un passo in avanti e venne prelevato insieme ad altri 19 bambini per essere trasferito al campo di concentramento di Neuenbamme dove trovò la morte. Le bambine invece rimasero ferme in silenzio e non chiesero mai di vedere la mamma. I cronisti di Grignano

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