Fiera di assomigliare a mio nonno

Ciao nonno! Non so se puoi sentirmi e di certo non voglio disturbarti mentre giochi a carte con gli altri angeli. Volevo solo dirti che ti voglio bene (o, come diciamo noi «giovani», Tvb). Ti penso sempre, ma questa è la prima volta che ti scrivo una lettera come si deve.
Potrei scrivere un libro su di te, ne meriteresti ogni pagina. Sai, quando stavi male, pensavo che ce l’avresti fatta, che un giorno ti saresti alzato dal letto dell’ospedale. In effetti è successo, ma non come volevo io: ti sei messo le ali e sei volato in alto.
Va bene così, ora non soffri più. Hai sempre fatto parte della mia vita, un po’ come la cioccolata, ma tu sei molto più buono. La cosa buffa è che certe volte quasi diamo per scontata la presenza di alcune persone poi però, quando ci lasciano, ci accorgiamo di quanto grande sia il sentimento che ci legava ad esse. E questo è uno dei miei più grandi peccati. Ti giuro che ora vorrei tanto abbracciarti, ma so che non è possibile.
Sei sempre stato un esempio per me, non solo perché volevi molto bene ai tuoi familiari, ma anche perché riuscivi a trasmettere felicità pure quando stavi soffrendo dentro. Sai, per me è difficile scrivere questa lettera senza crollare emotivamente, ma resisterò, perché so che tu non vorresti vedermi piangere. Anche io vorrei fare delle buone azioni come facevi tu quando eri chirurgo: facevi partorire le signore trasmettendo loro serenità e gioia e davi la possibilità a nuove vite di venire al mondo. Hai eseguito persino interventi per salvare la vita a persone che nemmeno conoscevi. Però, ora che ci penso, nessuno ha salvato la tua. Ricordi quando giocavamo a «la principessa e il cavaliere»? Io la principessa e tu il cavaliere.
Ricordo ancora tutto di te, delle tue fantastiche idee, della tua passione per il gelato, delle tue lunghe passeggiate, del tuo profondo affetto nei miei confronti. Per me eri, sei e sarai in eterno il mio guerriero preferito. Ora ti ringrazio, perché sei sempre stato presente, con i tuoi modi gentili e sereni.
A volte mi guardo allo specchio ed è come se ti vedessi e non potrei essere più orgogliosa di assomigliare al più grande degli eroi.
Il mio unico grande eroe. Tante volte mi sono addormentata con la tua voce che mi raccontava una storia; ora ho raccontato io questa nostra storia e spero che anche dalle nuvole tu l’abbia sentita. Riposa ora, angelo dolce. Un bacio.
Camilla Recchioni, II A

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