Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Terra senza speranza, tentazione Marte

L’UOMO, attualmente, sta distruggendo la vita sulla Terra e, avendo capito che su questo pianeta, se si continua così, non c’è più speranza, sente l’impellente bisogno di andare alla ricerca di nuovi mondi. Marte ha catturato a lungo sia l’immaginazione popolare che l’interesse scientifico. Per decenni, i robot che hanno esplorato il pianeta rosso hanno riportato le immagini di un mondo strano, pieno di bellezze mozzafiato. Con montagne tre volte più alte dell’Everest e canyon cinque volte più lunghi del Gran Canyon, Marte sembra il paradiso dei viaggiatori di avventura. E con la sua atmosfera polverosa, le calotte polari che cambiano con le stagioni e con una giornata di circa 24 ore, Marte è abbastanza simile alla Terra da invogliare i visitatori umani. A occhio nudo appare di un marcato colore giallo, arancione o rossastro e per luminosità è il più variabile tra tutti i pianeti esterni del sistema solare. La sua superficie è la metà di quella del nostro pianeta. Fra le tante missioni su Marte solo 18 hanno avuto successo. Il primo atterraggio morbido sul pianeta fu effettuato dalla sonda sovietica Mars 3 nel 1971. L’ultima missione, che è ancora in corso, è iniziata il 26 novembre 2011 e l’ammartaggio è avvenuto il 6 agosto 2012; subito dopo il rover ha iniziato ad inviare immagini sulla terra e a raccogliere campioni di suolo che hanno rilevato la presenza di diversi composti chimici, tracce di acqua e zolfo e anche sostanze contenenti cloro. La credenza, universalmente accettata, in base alla quale Marte fosse abitata da marziani intelligenti, ha origine alla fine del XIX secolo. Negli ultimi decenni, invece, i progressi nell’esplorazione di Marte non hanno rivelato alcun tipo di testimonianza di civiltà presenti o passate. Sicuramente questa missione potrà risolvere alcuni dei grandi misteri che avvolgono questo pianeta ma non lo conosceremo mai abbastanza finché non metteremo piede sul suo suolo. L’uomo ha sempre avuto il desiderio di allargare le proprie conoscenze, di aprirsi a nuovi mondi. Cinquant’anni fa, riuscì a raggiungere la luna: il satellite che ha affascinato e ispirato poeti e artisti nel corso dei secoli. Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia, per spiegare la fame di conoscenza dell’uomo fece parlare così Ulisse: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Classe III B

Per leggere la pagina clicca qui