Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Canoa polo, la mia passione. Uno sport da far conoscere»

I CRONISTI della classe prima A della scuola media Francesco Venezze raccontano il loro primo anno tra i banchi di scuola ed un incontro molto speciale. I reporter sono stati coordinati dalla professoressa Alessandra Recchiuti. ABBIAMO iniziato a frequentare le medie, abbiamo conosciuto compagni nuovi, nuove insegnanti, nuove materie, tanti progetti e infine tanti nuovi incontri. Come quello con Riccardo Barison, fratello del nostro compagno Giovanni, che è venuto a parlarci dello sport che pratica ormai da molti anni, la canoa polo. «Ho vent’anni e frequento l’università a Padova. Sono iscritto a “riassetto del territorio e tutela del paesaggio” una facoltà molto bella che mi appassiona molto così come mi appassiona lo sport di cui sto per parlarvi. La canoa polo che pratico fin da quando frequentavo le scuole medie come voi. Si tratta di uno sport di squadra che si gioca in due formazioni composte di cinque giocatori. Ci sono due fasi di gioco: attacco e difesa. Prima di praticare canoa polo mi dedicavo alla canoa olimpica ma il gioco di squadra mi piaceva di più, così ho cambiato. La nostra squadra gioca in serie A1 ed è il gruppo Canoe Polesine che ha sede a Bosaro all’Ostello Canalbianco. Lo scopo è quello di tirare il pallone in porta. La porta è sospesa in alto a due metri dall’acqua. Nella mia squadra io sono portiere, per parare si deve usare la pagaia. Le partite sono di venti minuti suddivise in due tempi da dieci minuti. Come vi dicevo il gioco si divide in difesa e attacco, così ci saranno tre giocatori in difesa e la punta che intercetta. Si hanno sessanta secondi di tempo per portare a termine un’azione. Il portiere si può muovere ma deve anche rimanere in una posizione che gli dia la possibilità di tornare velocemente alla porta. Così come un altro giocatore si può mettere in porta. Purtroppo è uno sport poco conosciuto. Esiste la serie A e la serie B. La serie A è divisa in tre gironi: nord, centro e sud. La canoa che usiamo è lunga tre metri con protezioni in neoprene; la larghezza dipende dal peso dell’atleta. La pagaia ha una lunghezza variabile e va dai 2,3 ai 2,4 metri per i portieri mentre gli altri giocatori hanno una pagaia che va dai 1,97 ai 2,00 metri. Il resto dell’equipaggiamento è costituito dal caschetto e dal corpetto che servono per parare i colpi. Poiché è un gioco di posizione ci si deve allenare in laghetti artificiali o in piscine. Dove non è presente la corrente dell’acqua. Il campionato si gioca solo d’estate. Il portiere quando è in difesa non può essere toccato, la spinta può essere fatta solo se il giocatore ha la palla altrimenti è fallo . La pagaia, per motivi di sicurezza, deve stare ad un metro dalla mano del giocatore. L’arbitro e l’allenatore si trovano fuori dall’acqua e come nel calcio ci sono i cartellini verde, giallo e rosso. Nel 2016 sono entrato in Nazionale e ho partecipato alla Eca Cup dopo una selezione molto rigida. L’allenatore della Under 18 è Lorenzo Veronese, allenatore della Senior è invece Davide Pezzuolo che gioca in serie A con il Modena». Ci ha detto che lo sport è uno stile di vita, inoltre ci ha consigliato di non perdere il nostro tempo a giocare o chattare con il cellulare ma di impegnarci nelle cose che ci divertono ma che ci fanno crescere in modo in sano. Ci ha colpito che questo consiglio sia venuto da un ragazzo giovanissimo e noi cercheremo di seguirlo. Grazie Riccardo per la bella lezione che ci hai dato». Classe prima A

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