Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Giorgetti, un eroe senza superpoteri

NOI RAGAZZI vediamo gli eroi come esseri con i superpoteri e per questo invincibili. I veri eroi, invece, sono persone come Ezio Giorgetti che a costo di rischiare la propria vita hanno anteposto il bene altrui prima di ogni altra cosa. Abbiamo conosciuto Ezio Giorgetti in occasione di un incontro offertoci dalla biblioteca ‘Panzini’ di Bellaria, ascoltando la testimonianza delle figlie Giovanna e Maria Teresa. Ezio Giorgetti era un albergatore bellariese proprietario dell’allora hotel Savoia, oggi Bristol. Nella sua struttura, in un periodo di chiusura arrivò un furgoncino carico di 27 persone. Sembravano italiani, poiché si esprimevano molto bene nella nostra lingua. Si trattava soprattutto di donne, bambini e pochi uomini, che chiedevano di poter alloggiare nell’hotel per qualche giorno. Passarono alcuni giorni, fino a quando la moglie di Ezio, Lidia, venne salutata con un «buona notte» in lingua slava. Si ebbe così la certezza che quelle persone erano ebrei che scappavano dai nazisti. Ezio capii subito che lui e la sua famiglia erano in pericolo, ma anche che non poteva abbandonare quelle persone a se stesse, dato che si erano creati dei legami più forti del timore di essere scoperti dai tedeschi, pericolo ancora più sentito quando gli ospiti diventarono circa 40. Fu allora che con l’aiuto della moglie e del comandante della stazione dei carabinieri, Osman Carugno, riuscì a procurarare a ognuno documenti falsi. Tutti avevano paura, ma nessuno esitò, poiché certi di fare la cosa giusta. Quando queste famiglie erano in pericolo, Giorgetti si fece carico delle spese per gli spostamenti, per il loro sostentamento e in generale per la sicurezza. A guerra finita, parte di loro emigrò in altri Paesi o tornò nel proprio luogo d’origine. Le sorelle Giorgetti mantennero con alcuni, per qualche anno, un rapporto epistolare. Ezio Giorgetti e Osman Carugno non si sentirono mai eroi, ma semplicemente persone che avevano compiuto il proprio dovere morale, donando una speranza concreta in uno dei periodi più bui della nostra storia. Il 17 giugno 1964 Ezio Giorgetti ebbe l’onore di essere il primo italiano insignito dall’istituto Yad Vashew del titolo di «Giusto fra le Nazioni». Nel 2002 nel Parco del Gelso venne posta una targa in memoria di Ezio Giorgetti, e lo scorso anno una in memoria di Osman Carugno. L’incontro si è rivelato davvero interessante, sia per l’argomento trattato sia per il modo di comunicare delle due signore, un linguaggio semplice e coinvolgente, quello giusto per interessare dei ragazzi di terza media. Elia Berardi, Giulia Ferella, Francesca Succi 3A

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