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La ‘bella domanda’ di 1800 studenti

PIÙ di 1800 ragazzi si sono incontrati a Montesilvano (Pescara) alla Scuola di formazione per studenti (Sfs) col titolo “Bella domanda!” organizzata dall’Azione cattolica per rendersi protagonisti della propria scuola. I giorni 8, 9 e 10 marzo più di 1800 alunni hanno ascoltato conferenze con tre temi principali: dignità umana, sfida europea e cambiamento climatico. Il primo giorno si è parlato del fatto che la scuola non è fatta di carta ma di studenti, che lo studio deve partire da loro e che esso serve per imparare e non per prendere buoni voto. Si è detto che gli studenti dovevano sapere che gli argomenti principali sarebbero stati presi seriamente. LA MATTINA del 9 la prima conferenza è stata quella di Andrea Tonelli. Lui ha spiegato che l’informazione è “raccontare i fatti, additare ciò che è nascosto, tirare fuori quello che non vogliamo vedere”. Inoltre ha detto che nella lettura del giornale bisogna prendere del tempo per approfondire gli argomenti trattati. La mattinata è continuata con l’esposizione di tre esperti. A parlare dell’ambiente è stato Roberto Battiston. Ha detto che è effettivamente colpa dell’umanità se il clima sta cambiando. Ha anche spiegato com’è facile prendere cattive abitudini e come è difficile perderle. A trattare i diritti umani è stata la ruandese Marie Terese Mukamitsindo. Lei è dovuta scappare dal suo paese in 5 minuti con i suoi figli poiché li volevano uccidere. Dopo varie peripezie è arrivata in Italia con la famiglia e ha trovato lavoro come badante, poi è riuscita a far riconoscere la sua laurea. Romano Prodi ha concluso la mattinata spiegando agli studenti come l’Ue nasce per unire minoranze e che serve anche per non “sparire dalla carta geografica”. Ha anche spiegato come grazie all’Ue più di 4 milioni di studenti l’hanno potuta visitare.. NEL pomeriggio tutti gli studenti hanno frequentato due workshop tematici che variavano da alunno ad alunno e che approfondivano un argomento. La mattina successiva a parlare è stata Cinzia Caggiano che ha perso il figlio Vito per un cedimento del soffitto della scuola. All’inizio si pensava a un tragico evento ma la madre ha lottato per sapere cosa fosse veramente successo. Alla fine si è scoperto che la ditta che poco prima aveva sistemato la scuola aveva lasciato dei tubi nel sottotetto che hanno causato il crollo. Gli studenti hanno poi gonfiato dei palloncini e li hanno lanciati in aria, ognuno di essi rappresentava la fatica che tutti avevano compiuto per partecipare all’Sfs. Filippo Mazzoli, III C Gaudiano

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