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Padre Matteo Ricci, grande missionario

DAL 5 al 30 aprile, l’atrio della scuola ha ospitato la mostra «Padre Matteo Ricci: A servizio del Signore del cielo». All’inaugurazione erano presenti i sindaci di Montappone e Massa Fermana, il parroco, la dirigente Tirabasso e padre Francesco Cialini, missionario della Consolata, che ci ha gentilmente fornito i pannelli illustrativi. Padre, chi è un missionario? ‹‹È una persona inviata da Dio a diffondere il Vangelo nel mondo››. Com’è nata la sua vocazione? ‹‹Alle scuole medie mi sono trovato a scegliere la mia strada: avevo il desiderio di fare qualcosa di veramente grande, che mi riempisse il cuore di felicità e mi sono messo a servizio di Dio››. In quali paesi ha lavorato? ‹‹In Kenya, Canada, Irlanda, Regno Unito, Germania, ma anche a Roma e Torino››. A quali ricordi è più legato? ‹‹Ne sono davvero tanti. Molti riguardano i rapporti umani instaurati e i progetti portati avanti. Un momento speciale è stata l’ordinazione sacerdotale. Indimenticabili le scalate: 7 volte sono salito sulle vette del monte Kenya, a più di 5000 metri, lì ho celebrato la prima messa e innalzato una croce. Per i miei 50 anni mi sono regalato, invece, la cima del Cervino. Sono stato anche sui Sibillini. L’altezza mi ha sempre affascinato, la musica emozionato, tanto che a Toronto ho organizzato diversi “Water for Africa benefit concerts”››. Come è nato il suo interesse per Matteo Ricci, Li Ma Dou per i cinesi? ‹‹Avevo 12 anni quando ho sentito parlare di questo grande missionario e mi sono incuriosito. Mi ha affascinato la sua capacità di far incontrare le civiltà: l’inculturazione››. Anche noi siamo stati colpiti. Uno dei pochi occidentali ad essere annoverato nell’enciclopedia nazionale della Cina tra le 100 personalità più importanti è proprio il gesuita di Macerata. Riuscì a creare un vero ponte con il «Regno del drago». Imparò in soli tre anni gli ideogrammi, si vestì da mandarino, presentò la fede attraverso la competenza scientifica: insegnò fisica, astronomia, geografia, matematica, musica. Pubblicò numerosi libri, tra cui il «Trattato sull’amicizia» e il «Mappamondo Universale Cinese» opera preziosissima che univa le conoscenze europee con quelle dei cinesi. Gli era consentito l’ingresso nella città proibita per riparare gli orologi: le macchine del tempo che aveva portato dalla sua patria. Morì a Pechino l’11 maggio 1610. È stato proclamato Servo di Dio. Classi II C e III C

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