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L’inquinamento distruggerà il pianeta

LA TERRA è diventata ormai da anni la discarica dell’uomo. Qualunque tipo di rifiuto egli produca finisce in un modo o nell’altro nelle acque, nell’aria e nel terreno. Gli oceani e i mari accolgono tutte le forme di spazzatura: dai residui dei materiali di pesca ai sacchetti di plastica, dai mozziconi di sigaretta, bottiglie di vetro, pneumatici ai pesticidi, ai liquami ed alle acque di scolo in genere; anche le navi e le piattaforme petrolifere fanno la loro parte. In particolare è la plastica, materiale non biodegradabile, a fare più danni: essa rischia di essere ingerita da balene, gabbiani, tartarughe marine rischiando di restare nella loro gola o di ostruirne il tratto digerente, bloccare le vie respiratorie e impedire l’assunzione di cibo. Se i giovani esemplari rimangono impigliati nella plastica inoltre possono sviluppare danni alla pelle o malformazioni durante la crescita. Oltre a degradare l’habitat e a portare all’estinzione di alcuni esemplari marini, le microplastiche costituiscono il nuovo cibo dei pesci di cui poi a nostra volta noi ci nutriamo. Un altro inquinamento importante è quello atmosferico. La composizione dell’aria negli ultimi anni si è arricchita di altre sostanze dando vita allo smog che contribuisce alla formazione di piogge acide e gas serra: più anidride carbonica produciamo più l’effetto serra si accentua, le temperature aumentano, i ghiacciai si sciolgono e il livello dei mari si innalza. Molti habitat naturali cambiano e gli animali si estinguono e muoiono. L’effetto serra inoltre influisce anche sulla crescita delle piante. Il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici Ippc ha presentato un rapporto che indaga su cambiamento climatico e sicurezza alimentare: la relazione clima, cibo e salute riguarda la qualità del cibo e la sua quantità (nell’area mediterranea, ad esempio, alcune coltivazioni tipiche come l’olivo, il pomodoro e la vite, stanno subendo alterazioni importanti). L’inquinamento sulla terra è molto più evidente che nell’atmosfera, ovunque ci voltiamo possiamo notare spazzatura sparsa a caso. Gravissime le discariche abusive, centinaia di fosse scavate ovunque, riempite di rifiuti spesso tossici e ricoperte alla meno peggio. Un quarto delle morti premature e delle malattie nel mondo è collegato all’inquinamento provocato dall’uomo. Le emissioni collegate all’inquinamento atmosferico e ai prodotti chimici che hanno contaminato l’acqua potabile mettono infatti a rischio la sopravvivenza di miliardi di persone. L’allarme arriva da uno studio di 250 scienziati dell’Onu: il danno al pianeta è talmente grave che la salute delle persone sarà sempre più minacciata a meno che non venga intrapresa un’azione urgente.

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