Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

I ragazzi riscoprono la poesia

L’INCONTRO col testo poetico è stato parte integrante del nostro programma di italiano fin dalla prima media. Un percorso entusiasmante: la poesia come una strada che percorri, dove non raccogli tutte le parole che incontri, ma solo quelle che in quel momento ti assomigliano di più o ti rendono più felice o sono più colorate; perché le parole hanno dei “colori” e quelle che si assomigliano hanno spesso lo stesso colore. La poesia ci permette di conoscere la realtà in modo nuovo, di riscoprire l’esperienza quotidiana rimuovendo da cose e persone quella patina di banalità che spesso le nasconde ai nostri occhi. Attraverso lo sguardo dei poeti siamo guidati a riconsiderare ciò che consideriamo ovvio, scontato. Abbiamo riscoperto il gusto della parola, delle sue proprietà, del suo significato in ordine al pensiero, al sentimento e all’emozione ad essa collegati. Grazie alla poesia, noi alunni ci siamo ritrovati a leggere con lentezza, recuperando il valore del silenzio, della riflessione, della meditazione e di un uso qualitativo del linguaggio. Il senso della parola poetica può essere afferrato solo nel silenzio, questo ci ha portati all’ascolto del nostro cuore, dei nostri sentimenti più nascosti e contemporaneamente, ci ha spinti ad un ascolto empatico del punto di vista dell’altro. Così quest’anno abbiamo aderito al concorso di poesia “Il sogno del mare” organizzato dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune di San Giovanni in Marignano. Tra 180 partecipanti, sono state selezionate le 10 migliori poesie e, giovedì 28 marzo, Caterina Giammarusto, Linda Vannoni, Matilde Bertini e Sofia Cristiani, quattro alunne del nostro istituto, hanno avuto la possibilità di recitare le loro poesie davanti al pubblico del Teatro Massari. Hanno potuto esternare le loro emozioni, fermarsi a riflettere, accorgersi dei dettagli, ascoltare i rumori, sentire gli odori, vedere e non soltanto guardare. Hanno potuto scavare a fondo nel loro cuore e provare a lasciare un segno. Qualcuno dice che la poesia è morta ma, per noi, questo non è assolutamente vero. Almeno una volta nella vita di ognuno arriverà il bisogno di fermarsi, la necessità di liberarsi da tutti i rumori, da tutte le cose materiali che appesantiscono l’esistenza e ascoltare ciò che viene dal cuore. Anna Frank diceva che la carta è più paziente degli uomini, è per questo che non si può smettere di scrivere, perché è un atto liberatorio, un fluire puro e incondizionato di emozioni, senza paura e senza barriere, e cos’è tutto questo se non poesia? Classe II A

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