Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Giorgia Cardinaletti: «Ho studiato il calcio, alla Domenica Sportiva non volevo essere solo una spalla»

GLI ALUNNI delle classi seconde dalla secondaria dell’istituto comprensivo Lucatelli hanno assistito ad una lezione davvero emozionante sulla professione del giornalista. A salire in cattedra è stata la brillante Giorgia Cardinaletti, giornalista e conduttrice della Domenica Sportiva su Rai 1. Ha raccontato di come ha cominciato il suo lavoro, che sognava di fare sin da quando era una studentessa di scuola media e scriveva sul giornalino scolastico. Dopo la maturità classica e la laurea in giornalismo, conseguita a Perugia, ha mosso i primi passi lavorando nelle reti locali, poi a Sky, fino ad approdare alla conduzione di una delle trasmissioni cult del mondo sportivo calcistico. Giorgia è stata chiara nel ribadire quanto siano importanti - non solo per la professione, ma per tutte le attività della vita - lo studio, la buona volontà e la capacità di saper accettare, con impegno costante e semplice umiltà, le critiche o i suggerimenti di chi ha più esperienza nel settore. Ha spiegato che prima di essere in grado di scrivere un articolo, un bravo giornalista deve sapere osservare, spinto da curiosità, ma sempre con spirito critico, la realtà circostante per descriverla in modo chiaro, semplice e sintetico. Ha parlato poi del suo lavoro attuale nel mondo calcistico e ha raccontato di come si prepara alla diretta del programma che conduce guardando tutti gli incontri di calcio, così il tablet, sul quale scorrono le immagini delle partite, diventa l’inseparabile compagno anche mentre in camerino si prepara per andare in onda. I ragazzi, sotto lo sguardo attonito e meravigliato degli insegnanti, si sono trasformati in esperti commissari tecnici ed attenti opinionisti sportivi: hanno condiviso con la giornalista i loro giudizi sulle azioni dei giocatori in campo o addirittura sulle rigorose e categoriche decisioni degli arbitri che non sempre sono accolte di buon grado dai tifosi. E poi, ovviamente, si è parlato di tifo, facendo una distinzione tra quello sano e benevolo di chi ama il calcio e che rispetta tutti i giocatori - a prescindere dal colore della casacca e della pelle - e quello criminale di chi va allo stadio solo per commettere atti di razzismo e di violenza. Il calcio è lo sport più amato e seguito nel nostro Paese ed è stato piacevole, ma anche interessante, assistere al coinvolgimento attivo e dinamico di ragazzi tredicenni che, in un’aula scolastica, hanno manifestato la loro passione autentica, con maturità, spirito critico e sano entusiasmo. Classe 2ª D

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