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Il mondo nascosto dietro i videogiochi

CUFFIE GAMING, joypad o tastiera alla mano e sguardo fisso su un monitor: sono questi gli ingredienti del vero giocatore. I videogiochi rappresentano un elemento di grande fascino e potente attrattiva per il vasto pubblico, in particolare giovanile, che ne fa uso quotidianamente. Con il termine videogioco (in inglese videogame) si intende un gioco gestito da un dispositivo elettronico, che consente al gamer o giocatore di interagire con le immagini di uno schermo. Sebbene per i videogiochi non esista un vero e proprio anno zero, vogliamo citare due date funzionali e propedeutiche allo sviluppo dei primi software. Nel 1958 il fisico statunitense William Higinbotham ideò Tennis for Two, un proto-simulatore di tennis dotato di pulsanti e manopole per regolare la traiettoria della palla; trasformando un oscilloscopio in un gioco, lo studioso non mirava a far soldi bensì a mostrare il funzionamento di un complesso strumento tecnologico ai visitatori del laboratorio nucleare di New York, in una veste nuova e divertente. Nel 1962 Steve Russel, studente del Mit, programmò Spacewar, con l’intento di spiegare le leggi fisiche che influenzano il moto dei corpi celesti. Introdusse l’elemento della sfida tra giocatori, chiamati ad interagire in uno scontro tra navicelle spaziali e a dare del proprio meglio per evitare di cadere in un buco nero, primeggiando così sull’avversario. Partendo da questi rudimentali prototipi e passando attraverso nomi più noti quali Play Station, Xbox, Nintendo Ds, Nintendo Wii, negli anni i videogiochi hanno dato la possibilità a milioni di ragazzi, di cimentarsi in imprese epiche combattute all’interno di scenari futuristici. I giocatori diventano eroi a tutti gli effetti, i paladini della giustizia e del bene. Risulta perciò comprensibile l’enorme successo riscosso nel breve tempo e la creazione di console sempre più specializzate e potenti dai match multilivello. Ma ciò che occorre ricordare è l’identità artistica del videogioco come manifestazione culturale del pensiero umano. I programmatori sono degli artisti pronti a stupire l’occhio e l’animo dell’uomo, a coinvolgerlo emotivamente con animazioni 3D fortemente realistiche e computer grafica all’avanguardia. Pertanto attraverso i videogiochi il pubblico ha accesso ad un mondo di fantasia in cui la creatività diventa la vera protagonista, la stessa che è alla base di ogni forma d’arte. Classi II e III C

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