Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La pallavolo è la nostra passione»

IL VOLLEY TRICOLORE è la squadra più forte di pallavolo maschile della nostra città. Siamo molto appassionati e abbiamo deciso di intervistare tre giocatori per toglierci qualche curiosità: Marco Fabroni, 37 anni, nato vicino a Milano, alto 1.90, palleggiatore; Andrea Ippolito, 33, di Roma, 1.97, schiacciatore; Davide Morgese, 22, nato a Montecchio, 1.70, libero. A che età avete iniziato a giocare a pallavolo? Marco: «Ho iniziato a 5/6 anni a Caronno Pertusella (Varese) perché andavo spesso a vedere mio papà giocare». Andrea: «A 11 anni a Frascati perché giocava mia sorella». Davide: «Anche io ho iniziato a 11 anni, a Campegine, perché un mio insegnante delle Medie mi ha spinto a fare qualche allenamento». Avete lasciato gli studi per la pallavolo? M: «No, ho proseguito fino alla maturità». A: «Ho lasciato gli studi, poi li ho ripresi, mi sono diplomato e ora frequento l’Università. Col tempo mi sono reso conto che lo studio è una delle cose più importanti». D: «No, mai, ora vado all’Università». Quanto è importante la pallavolo per voi? M: «È la cosa principale dopo la famiglia». A. e D: «E’ un cardine fondamentale della vita». Qual è il clima all’interno della squadra? M., A., D: «Abbiamo un gruppo buono, ci troviamo molto bene e questo aiuta. Anche fuori dalla palestra ci vediamo e nei momenti di difficoltà ci aiutiamo a vicenda». Quanti allenamenti fate a settimana? M., A., D: «Otto più la partita». Avete incontrato ostacoli nella vostra carriera, tipo infortuni? M: «Per fortuna no». A: «Io purtroppo sì. Ho avuto un infortunio serio al ginocchio, ma fa parte della carriera sportiva. I momenti difficili ci sono nello sport e nella vita e conta molto come ti poni e reagisci». D: «Ho preso una pallonata all’occhio che mi ha tenuto fuori dal campo tre settimane». Qual è il vostro idolo sportivo? M: «LeBron James». A: «Samuele Papi, lui è stato uno dei giocatori di pallavolo più forti di tutti i tempi». D: «Curry e Federer». Qual è il vostro sogno più grande? M: «L’ho già realizzato: ho una famiglia, un bambino e un altro nascerà a breve». A: «Quello di star bene, essere sereno». D: «Vivere in salute il più a lungo possibile; poi crearmi una famiglia». Avete dei consigli da dare a un vostro pari ruolo? M: «Per un palleggiatore è fondamentale mettersi a disposizione dei propri compagni e cercare di accontentare tutti». A: «Ad uno schiacciatore, che deve ricevere ed attaccare, dico di concentrarsi sull’altro fondamentale, nel caso uno dei due non sia riuscito». D: «Il libero riceve e difende, se non viene bene la ricezione ci si concentra di più sulla difesa, e viceversa». Classe III C

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