Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Impegno civile per il patrimonio

E’ STATA un’esperienza indimenticabile, interessante, un’occasione unica. I complimenti ricevuti per il nostro impegno ci hanno riempito di soddisfazione. La partecipazione di noi alunni della Galilei, alle giornate FAI di Primavera, in veste di Apprendisti Ciceroni, ha infatti riscosso un grande successo. Il bene che quest’anno ci è stato affidato è il Chiostro della Chiesa di San Giovanni Battista a Pesaro, un luogo che, pur essendo storicamente e artisticamente importante, è chiuso al pubblico. Per affrontare adeguatamente l’impegno, nel mese di gennaio abbiamo visitato il luogo con un esperto e successivamente abbiamo formato dei gruppi di tre “guide”, ognuna delle quali ha studiato la parte di propria competenza. Il nostro compito è stato quello di accompagnare i visitatori e illustrare il chiostro e il convento nei vari aspetti: nella struttura e nell’utilizzo, nella storia e dal punto di vista artistico. Il chiostro è caratterizzato da una parte centrale a cielo aperto, circondata da corridoi coperti, in questo caso due con volte a crociera e due con soffitti a cassettoni. Da una serie di arcate si accede ad un giardino con una cisterna d’acqua sotterranea. La particolarità del Convento è che è stato trasformato in distretto militare dal 1867 fino al 1975, anno in cui il Ministro della Difesa, Forlani, lo ha restituito alla città e il chiostro e la Chiesa ai frati. DOPO anni di chiusura, son state fatte delle ristrutturazioni, culminate nel 2002, con l’apertura della Biblioteca San Giovanni. Ciò che ha suscitato maggiore curiosità, durante la visita, sono state le pitture murali, purtroppo in stato di degrado, di Enzo Bonetti, un pittore-soldato che, tra il 1937 e il 1939, ha dipinto, impastando i colori con il latte, venti lunette del chiostro, luogo simbolo di meditazione e preghiera, con scene di esaltazione della guerra delle forze armate italiane e trionfi dell’antica Roma lungo le pareti dei corridoi. Bonetti ha rappresentato, come scene cinematografiche, bersaglieri, lancieri, alpini, fanteria nel deserto, mitragliatrici, carri armati, aerei da guerra, corazzate, come gli aveva chiesto il suo superiore, completando il ciclo con due allegorie: l’Italia con i simboli di Roma e la Vittoria alata trionfante. E’ stato un progetto che ci ha arricchiti perché ci ha aiutati ad entrare in contatto con persone più grandi di noi, ci ha permesso di esprimerci al meglio, di superare la nostra timidezza e di partecipare attivamente alla valorizzazione del patrimonio della nostra città. Grazie FAI! Gli Apprendisti Ciceroni delle classi II A, II B, II C, II D, II C

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