Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

I ragazzi scoprono la mafia vicino a casa

«LA MAFIA è inarrestabile: si insinua sotto terra, nell’aria, ovunque ci sia vita». Ma quello che ci chiediamo tutti: la mafia è anche al Nord? Sabato 23 marzo, tutti gli alunni delle seconde e terze medie di Novafeltria hanno partecipato all’incontro, organizzato in collaborazione con il Circolo Santa Rita, al teatro parrocchiale di Novafeltria, con l’associazione Pereira. L’associazione si occupa di andare nelle scuole, per parlare ai ragazzi di legalità e di lotta alle mafie. La mafia è un’organizzazione di natura criminale, politica e economica. Le principali mafie italiane sono quattro: ‘Ndrangheta (nata in Calabria e divisa in ‘ndrine), Cosa Nostra (nata in Sicilia e divisa in cosche), Camorre (nate in Campania e divise in clan), Sacra Corona Unita (nata in Puglia e divisa in clan). Gli obiettivi della mafia sono i soldi e il potere che ottengono controllando il traffico di droghe, smaltendo rifiuti tossici illegalmente nascondendoli sotto terra o buttandoli in mare, riscuotendo il pizzo e in altre maniere. Il pizzo lo chiedono per imporre la loro supremazia sul territorio e per ottenere soldi. Cosa Nostra e ‘Ndrangheta hanno una struttura piramidale: più si sale più si è potenti. Il capo di queste mafie è il boss mafioso. Sacra Corona Unita e le Camorre hanno una struttura orizzontale: sono divise in clan dove nessuno comanda e sono spesso in lotta tra loro per la supremazia. Tutti credono che la mafia è solo al sud Italia, ma è vero? No, la mafia è ovunque, anche al nord, ma molto più nascosta. La mafia da temere non è quella che uccide con la pistola, ma quella che con un semplice contratto uccide tutto. Come con lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. La mafia vive grazie alle persone corrotte ed è coperta dagli omertosi. L’omertà è basata su tre principi: non vedo, non sento, non parlo. In Emilia Romagna alcuni ragazzi di Reggio Emilia hanno ‘indagato’ nel loro territorio. Dalle indagini è partito il processo Aemilia, grazie al quale sono stati arrestati 119 ‘ndranghetisti. In tribunale i mafiosi hanno chiesto di ‘cacciare’ i ragazzini, perché li temevano. Oltre all’iniziativa del processo, questi ragazzi hanno scoperto che la mafia nascondeva rifiuti tossici anche in Emilia Romagna, sotto le strade o sotto terra. Da questo incontro abbiamo imparato che la mafia è invincibile solo se lo crediamo noi e, come diceva don Pino Puglisi, «coltivando i nostri sogni e le nostre passioni noi onesti cammineremo a testa alta». Classe II D e Marianna Nunzi, Giulia Busca II B

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