Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’Europa nel ricordo di Megalizzi

FEDERICO BARBIERI - attualmente tirocinante al Dipartimento di Comunicazione del Parlamento Europeo a Bruxelles - è stato ospitato dalla nostra scuola Antonio Allegri per introdurci al concetto di Europa. Ci ha parlato dei progetti a cui ha parteciparo in passato, come i periodi di Erasmus svolti in Finlandia e Repubblica Ceca, e delle ambizioni per il futuro rispetto la fondazione creata in onore di Antonio Megalizzi, che aveva conosciuto all’Università di Studi Internazionali ed Europei a Trento. Quest’associazione è nata dopo l’attentato dell’11 dicembre a Strasburgo dove, purtroppo, Antonio rimase vittima. Il direttore della scuola di studi internazionali lo ricorda come «un europeista convinto e un giovane tenace, una persona motivata e curiosa, un appassionato di Unione Europea». Era iscritto ad un master di approfondimento sulle istituzioni della Ue. DURANTE i suoi studi, ha collaborato con numerose testate giornalistiche trentine, tra cui: Radio 80, Radio Rai e nel 2014, ha diretto il programma «Tesi di laurea». Antonio, come lo chiama sempre il suo amico Federico, fu anche uno degli ideatori della radio europea «Europhonica» il cui obiettivo è quello di trasmettere ogni ora in una delle 24 lingue europee. L’Europa noi l’approfondiamo in seconda media, studiando i vari Stati che la compongono, ma il concetto di Europa alla nostra età è ancora lontano. Certo ne sentiamo parlare spesso dai docenti, dai giornali e telegiornali a volte in termini non positivi perché negli ultimi anni la si colpevolizza molto come se fosse la causa di tutti i mali odierni. Noi però non sempre riusciamo a cogliere appieno i veri significati di questi discorsi. CERTAMENTE l’Unione Europea negli ultimi anni ha dato segni di fragilità e le prossime elezioni saranno molto importanti per garantire stabilità per il nostro futuro. L’INCONTRO si è concluso con la lettura, svolta da Federico, del racconto «Cielo d’acciaio» scritto da Antonio Megalizzi, che narra la storia di un missile che prova sensazioni personali ponendosi numerose domande su quale debba essere il suo vero scopo. E’ un racconto molto bello e coinvolgente che ricorda da un lato i poeti futuristi ma privo di ogni desiderio di guerra e conquista tipico di quegli autori e dall’altro Exupèry aviatore. Sarebbe emozionante poter leggere nelle antologie questa storia, un modo per dedicare ad Antonio Megalizzi un ricordo speciale. Niccolo Cattini, Giulia Gasparini e Arianna Lovecchio III D

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