Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La poesia è una forma di energia»

ALL’INTERNO di un percorso didattico e laboratoriale legato alla poesia e al teatro noi studenti della seconda T di San Domenico abbiamo invitato la poetessa Mariangela Gualtieri a rispondere ad alcune domande sulla poesia. La poetessa o poeta come ama sentirsi chiamare ha gentilmente acconsentito al nostro invito e ci ha regalato un meraviglioso pomeriggio in cui siamo rimasti sospesi tra emozioni e sacre parole. Cos’è poesia? «La poesia è una forma di energia, che fa bene perché ci dà le parole per celebrare la vita. Ogni momento è straordinario e la poesia ci aiuta a capirlo. La poesia ci dà la lingua per dire le cose che vogliamo esprimere. Un dono che  si può ottenere chiedendo e lo si può sviluppare con impegno». Chi è il poeta? «E’ una persona che ha una sensibilità particolare ed ha in più le parole per mostrarla, ha un dono per cui ci si deve impegnare». Cosa pensava mentre leggeva le poesie di poeti del passato? «Sentivo che poi doveva toccare a me che dovevo onorare un’eredità, mentre leggevo sentivo che dopo di loro ci dovevo provare io comunicare agli altri emozioni attraverso la poesia». Quale poeta ha più amato? «Ho amato Ungaretti». Che valore ha la poesia nel mondo di oggi? «Ciò che mi preoccupa del mondo di oggi è la dipendenza dalla tecnologia, che ci impedisce il dialogo con noi stessi e gli altri.  La tecnologia ci porta fuori da noi stessi. La poesia ci mette a contatto con il nostro nucleo interiore, lì è il nostro mondo, tutto quello che quello abbiamo imparato ciò che ci rende felici, lì si appoggia tutto il mondo». Di cosa Mariangela non potrebbe fare a meno? « Non potrei fare a meno della poesia, dello scrivere, del leggere...della parola». Cosa prova quando scrive? «Sono in uno Stato di allerta, “plenario”, attenta al tutto. Mi rifugio in un luogo e accolgo. Ognuno di noi ha un demone e in qualche modo bisogna farlo scatenare». Come le viene l’ispirazione e quando non viene? «Il vuoto non fa paura è una cosa che feconda, se hai tutto pieno dentro non c’è spazio allora devi trovarlo sui fogli». Viaggia molto per questo mestiere? «Viaggio molto e amo farlo. Generalmente mi fermo solo a gennaio e febbraio e rimango a Cesena». Quale paese le è piaciuto di più? «L’india, che ho visitato anni fa un paese bellissimo che sta affrontando un grande cambiamento. Il secondo è la Sardegna e il motivo è presto detto: la Sardegna non è un luogo dove le tradizione sono state riprese dall’oblio, nella Sardegna le tradizione sono continuate a vivere per tutto il tempo, sono vere». Come considerava la scuola? «Adoravo i miei compagni, quindi ci andavo volentieri. Mi piaceva studiare ma odiavo la fisica». Lei ha organizzato il festival ‘Ciò che ci rende umani’ e l’anno scorso ha invitato Jovanotti. Come mai lo ha scelto? «Allora,vi devo dire la verità, io non seguivo questo cantante. Un giorno però mi ha chiamato per chiedermi se poteva inserire una mia poesia nel suo nuovo libro “SBAM!” io gli dissi che ero onorata di ricevere una telefonata e una richiesta da un cantante così famoso e gli dissi che poteva “servirsi” da solo. Altro che una poesia, nel suo libro ne ha inserite cinque! Dopo ciò mi invitò al suo concerto a Rimini e io accettai l’invito. Rimasi particolarmente sorpresa dal suo pubblico:adulti, bambini, anziani pronti ad acclamarlo. Organizzammo così l’evento al Teatro Bonci di Cesena. Ero molto preoccupata , io avevo visto Lorenzo solo pochi minuti in camerino prima del concerto e non lo conoscevo bene. Tra l’altro non ci eravamo ancora organizzati e l’incontro sarebbe stato  a breve. E lui “Mariangela non ti preoccupare preparo tutto io”......e così fu, lui si presentò al Bonci all’ultimo minuto e la serata andò al meglio. Quindi personalmente ho dei buoni rapporti».

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