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Allo Sferisterio non solo concerti e lirica

IL MESE scorso per il nostro Istituto è stato il periodo in cui si svolgono delle attività secondo un tema scelto dagli insegnanti tramite il Collegio dei docenti. Quest’anno è stata la volta di «A regola d’arte» e allora non potevamo non andare all’Arena Sferisterio. Lo Sferisterio è un’arena semi-circolare situata nel centro di Macerata. Progettato dall’architetto Ireneo Aleandri nel 1823, ci vollero sei anni per completare i lavori (1829). La sua costruzione ha richiesto fondi di privati cittadini, chiamati i 100 consorti, che si offrirono di finanziare la realizzazione. Nel 1829, appunto, ci fu una grande inaugurazione e per quasi un secolo l’arena ospitò eventi sportivi e spettacoli circensi. In particolare era molto seguita la squadra locale di palla al bracciale che aveva come simbolo ed eroe Carlo Didimi, personaggio talmente affascinante ed epico da meritarsi una composizione di Lepardi che gli dedicò la poesia ‘A un vincitore nel pallone’. Successivamente, lo Sferisterio è stato riadattato per ambientazioni di opere liriche e concerti grazie alla perfetta acustica. La prima opera rappresentata fu l’Aida di Giuseppe Verdi nel 1921. In seguito, furono istituite varie rappresentazioni fino alla organizzazione di una stagione lirica annuale che attualmente viene chiamata Macerata Opera Festival, che si tiene ogni estate dell’anno. Dopo le edizioni del ’21 e del ’22 ci fu una lunga sospensione per vari motivi tra lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Le rappresentazioni ricominciarono nel 1967 e nel 2014 si è festeggiata la 50ª edizione. Lo Sferisterio può ospitare circa tremila persone (includendo le balconate), con sedili disposti a semi-cerchio su più livelli (platea, palchi, balconata) in modo da permettere a tutti una eccellente visione dello spettaccolo. Quello che una volta era il muro eretto per favorire il gioco del pallone al bracciale, ora è parte fondamentale delle scenografie delle opere liriche, oltre che il segreto della perfetta acustica del teatro. Sulla facciata frontale esterna è ben evidente la scritta «Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò. MDCCCXXIX», scolpita a bella vista di tutti per ringraziare questi benefattori. Da maceratese ho visitato molte volte lo Sferisterio, sia per uscite didattiche sia per la visione di varie opere o concerti. Ho respirato sempre un’atmosfera magica. Però, conoscere in modo approfondito la storia di questo teatro a cielo aperto, mi ha permesso di amare ancora di più questo piccolo, grande capolavoro artistico. Lucia Giovagnotti II A

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