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Ecco la storia del tortellino bolognese

GLI ERRORI, a volte, sono spunto di riflessione, come è accaduto nella nostra classe. Durante un compito di grammatica, il participio passato di ‘soffrire’, ‘sofferto’, è stato trasformato in ‘soffritto’. Risata generale, ma poi il pensiero è andato alla nostra amata cucina bolognese. E’ partita una discussione sul nostro piatto più famoso: i tortellini. Alcuni affermavano di preferirli in brodo, altri con la panna, altri, infrangendo la tradizione, si sono proclamati sostenitori dei tortellini ‘pasticciati’ al ragù. Già Pellegrino Artusi, in ‘La scienza in cucina’, ammoniva: ‘Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, che’ se la merita. E’ un modo di cucinare un po’ grave, ma succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che colà le longevità di ottanta e novant’anni sono più comuni che altrove’. Sapete come sono nati i tortellini? Attorno a questo piatto orbitano numerose leggende, inventate da modenesi e bolognesi, da sempre rivali. Curiosamente, tutte le storie si basano sull’ombelico di una marchesa o addirittura di una dea. Dicono che questa donna, nel lontano medioevo, si sia fermata in una locanda a metà strada tra Bologna e Modena. Il locandiere, ammaliato dalla sua bellezza, la spiò dalla serratura e si ispirò alla forma del suo ombelico nella preparazione della cena. Tirò la sfoglia, riempiendola di carne, e creò così la forma soffice e graziosa che tutti conosciamo. Questa è solo una leggenda ed esistono testimonianze storiche ancora più antiche su questo piatto della nostra tradizione: la pergamena del 1112 e Papa Alessandro III che li cita in una sua bolla del 1169. Il 26 Ottobre 1965 nasce a Bologna la Dotta Confraternita del Tortellino, retta ora dal Gran Prevosto Marino Ragazzini. La ricetta del ‘ripieno del vero tortellino di Bologna’ è stata registrata dai confratelli e dalla delegazione di Bologna dell’Accademia Italiana della cucina il 7 dicembre 1974. NONOSTANTE le numerose storie e la grande importanza del tortellino, questo non è l’unico piatto della nostra tradizione culinaria. Dalla mortadella alla lasagna, dalla pinza alla torta di riso, i piatti preparati nelle cucine bolognesi e famosi in tutto il mondo sono innumerevoli e non resta che assaggiarli. Ma la cucina, come la lingua, evolve: ora, accanto ai cibi tradizionali, troviamo quelli provenienti da culture diverse e lontane, come kebab e falafel. Infondo, 40 anni fa il termine ‘computer’ era sconosciuto e oggi fa parte della nostra vita quotidiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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