Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

I giovani e lo stereotipo da sovvertire

LO STEREOTIPO del giovane di oggi: ignorante, incivile e maleducato. Ma noi non ci stiamo! «La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, se ne infischia dell’autorità e non ha rispetto per gli anziani»: non sono forse le parole che noi giovani ci sentiamo dire spesso? Ebbene, sono del filosofo greco Socrate. Sembra che da più di duemila anni nulla sia cambiato. Ignoranti, incivili e maleducati: così ci definiscono ancora gli adulti, creando una carta d’identità valida per tutti. Lo stereotipo che ci portiamo sulle spalle è pesante, perché ci sono invece ragazzi che si impegnano in studio, musica, sport, coltivando le loro passioni. Quando ci appiccicano delle etichette ci dà fastidio, perché non ci sentiamo rappresentati. Gli adulti, infatti, si soffermano troppo sugli esempi negativi: ragazzi che si vantano per la propria ignoranza come nel programma Il Collegio; altri che farebbero di tutto per un like su Instagram; altri ancora che insultano i professori. Numerosi sono, per esempio, i casi di ragazzi che per farsi dei selfie rischiano la vita, come l’indiano Shiva Kumar: lo scorso anno è stato travolto da un treno, mentre aspettava fino all’ultimo che arrivasse, perché voleva farsi un video selfie. »Noi non siamo solo questo!» è un urlo che ciascuno di noi dovrebbe lanciare. Tanti ragazzi hanno scelto un modo diverso di vivere. Giovani che fanno la differenza, che continuano a lottare nonostante tutto, e gli esempi sono tantissimi. PENSIAMO all’italiana Bebe Vio: pratica scherma dall’età di cinque anni e a undici è stata colpita da un meningococco fulminante, per cui dovettero amputarle gli arti. Dopo la malattia, all’inizio voleva suicidarsi, ma poi reagì. Riprese la scherma e riuscì a vincere l’oro nei giochi paraolimpici di Rio nel 2016. Il suo sorriso è contagioso e il suo esempio incredibile. Un’altra figura importante è Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace (2014): fin da ragazzina, nel suo blog, aveva protestato contro il regime dei talebani pakistani tanto da essere successivamente vittima di un attentato sul bus mentre tornava a casa da scuola. Nonostante sia rimasta paralizzata al lato sinistro della faccia, non si è fermata, ha continuato a combattere contro i pregiudizi e a favorire l’uguaglianza con il suo impegno. Questi sono solo due esempi di ragazzi eccezionali, ma per dimostrare il nostro valore non dobbiamo per forza fare cose incredibili, bastano semplici gesti, il coraggio di essere noi stessi e difendere i nostri sogni, anche se non coincidono con gli stereotipi correnti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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