Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Integrazione di grandi e piccoli. L’indagine degli alunni sulla Cesena che accoglie

NEGLI ultimi mesi nel mondo degli adulti si è discusso molto, forse anche troppo, sul fenomeno dell’immigrazione e sulle questioni legate all’accoglienza. Per questo motivo la nostra redazione – che è una redazione molto singolare essendo formata anche da ragazzini che, pur avendo soltanto undici anni, amano programmi come ‘Propaganda Live’ e altri talk show sulla politica – si è chiesta se Cesena possa essere considerata come una realtà accogliente e cosa faccia davvero la nostra città per gli stranieri. Per dare una risposta a questi interrogativi sono stati intervistati alcuni alunni italiani, altri studenti di origine straniera e degli adulti che operano in alcune importanti associazioni cittadine. Tra questi ultimi c’è, ad esempio, Monica Bazzocchi che lavora presso l’ ‘Opera Don Dino Onlus’ e collabora alla gestione di tre centri pomeridiani per adolescenti con difficoltà scolastiche, di apprendimento e di integrazione linguistica e culturale. «Mediamente una cinquantina di ragazzi – afferma la signora Monica – frequentano assiduamente i nostri centri, ma noi tentiamo anche di incontrare le famiglie, di collaborare con i loro insegnanti e il personale della scuola. Nelle prime ore del pomeriggio aiutiamo i ragazzi a studiare e svolgere i compiti, poi possono dedicarsi ai laboratori e ai giochi di gruppo che organizziamo per loro. I nostri centri – aggiunge la signora Bazzocchi – hanno sede presso i locali di due scuole e una parrocchia e accolgono soprattutto ragazzi tra gli 11 e i 16 anni e di origine straniera anche se, in alcuni casi, nati in Italia. Le sedi sono aperte per tre pomeriggi la settimana dalle ore 14.30 alle ore 18.30». Alla domanda sul perché una cesenate dovrebbe scegliere questo tipo di professione Monica ha risposto: «A me piace la sfida del lavoro con gli adolescenti e l’idea di accompagnarli in un periodo così delicato della loro vita». PER venire incontro alle esigenze degli stranieri di età adulta e, in particolare, di quelli che vivono situazioni di disagio familiare o di natura socio-economica si danno un gran da fare associazioni come la ‘Caritas diocesana di Cesena-Sarsina’ sulle quali ci ha raccontato qualcosa il volontario Giancarlo Dall’Ara: «La Caritas accoglie ogni anno circa 1200 persone in difficoltà, offre loro assistenza, un pasto caldo, dei vestiti e la possibilità di accedere a dei servizi igienici. Il signor Giancarlo afferma anche che più della metà delle persone accolte ha origini straniere, molto spesso africane, e un’età che va dai 25 ai 45 anni e aggiunge che “inizialmente queste persone vengono accolte da 5/6 operatori che le informano riguardo ai servizi che il Comune di Cesena offre a chi vive una situazione di difficoltà e poi si attivano per far sì che possano usufruire del servizio mensa, accedere alle docce e, nei limiti del possibile, per aiutarli a risolvere i propri problemi». Anche al signor Dall’Ara la redazione ha chiesto perché abbia scelto di svolgere questa funzione, Giancarlo ha risposto che: «Aiutare i bisognosi è un’esigenza, ma anche una responsabilità e un’opportunità che fa stare bene». SUL TEMA dell’integrazione la redazione ha raccolto anche il parere di diversi alunni, sia italiani che di origine straniera. Benedetta Castellani, ad esempio, sostiene che «per quanto riguarda l’accoglienza si è fatto tanto, ma la città potrebbe ancora migliorare, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento verso gli stranieri. Questi, infatti, si trovano ad affrontare una realtà del tutto nuova e noi dovremmo fare uno sforzo in più per capire le difficoltà di chi, appena arrivato in Italia, deve affrontare problemi davvero pesanti come quelli legati alla casa, al lavoro o alla lingua. Il modo in cui gli stranieri si integrano, però – secondo Benedetta – dipende soprattutto dalla loro personalità e da quanto sia positivo anche il loro atteggiamento». I ragazzini di origine straniera che sono stati intervistati considerano Cesena una cittadina nel complesso accogliente e, a detta di Olaokun Braimoh Oladele «ricca di parchi nei quali si può giocare con i coetanei, sia italiani che stranieri». Vitalis Chukwubuike Mgbemena racconta che: «il sabato vengono a casa nostra due volontarie, una aiuta me e mia sorella Josephine a fare i compiti mentre l’altra signora aiuta mia mamma ad affrontare le piccole difficoltà di ogni giorno». Il ragazzino afferma però di avere pochi amici italiani perché li trova «un po’ noiosetti, forse un po’ troppo seri, un po’ meno allegri degli africani e interessati più allo studio che al ballo». Abdelhak Djerboua, infine, sostiene di trovarsi molto bene con i coetanei italiani e alla domanda sul peso delle differenze religiose risponde: «non mi hanno mai creato problemi anzi pensate che frequento la moschea più volte la settimana, ma seguo al tempo stesso il doposcuola gestito dall’associazione Don Dino presso l’istituto di San Domenico»… insomma un bell’esempio di integrazione che fa ben sperare e ci mostra Cesena come una realtà esemplare per quanto riguarda l’accoglienza del prossimo. Classe 1ªA Elenco alunni: Benedetti Rachele, Bernacci Niccolò, Bertozzi Maddalena, Bottari Federica, Castellani Benedetta, Conlon Pedro, Djerboua Abdelhak, Fantini Arianna, Ferrante Linda, Garavelli Anita, Lucchi Casadei Amelia, Marchi Matilde, Marconi Alessandro, Mgbemena Vitalis, Nouassi Yasamine, Novaku Chiara, Oladele Olaokun, Poggioli Diego, Porta Diego, Rossi Riccardo, Zarri Giacomo. Insegnanti: Gianluca Liardo, Maria Rosa Scaffidi Fonte

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