Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

In bici con Renato nella Great Divide

GRAZIE a S.A.Ba.R e a Ecosapiens, giovedì 24 gennaio abbiamo incontrato il correggese Renato Frignani, 37 anni e una grande passione: viaggiare. Beh, a chi non piace? Ma il viaggio di Renato (in foto con i ragazzi) è stato qualcosa di insolito e, almeno per noi, sorprendente. E’ partito con la sua mountain bike ed ha percorso il Great Divide, un itinerario senza interruzioni situato tra Canada e Messico, lungo 4418 chilometri, che si sviluppa lungo la linea immaginaria che divide il nord America fra il bacino dei fiumi che sfociano nell’oceano Atlantico e quelli che sfociano nell’oceano Pacifico. Il suo campo base è stato ‘ricostruito’ nell’auditorium della nostra scuola e questo ci ha permesso di essere, per il tempo del suo racconto, parte del suo viaggio, mentre scorrevano le immagini dei luoghi attraversati nei 74 giorni dedicati all’impresa. Impresa che è stata preceduta da una attenta preparazione: dalla bicicletta al bagaglio ridotto al minimo, dalla tenda all’abbigliamento, al localizzatore satellitare indispensabile in caso di emergenza. CONSAPEVOLE di quante difficoltà avrebbe dovuto affrontare, ha deciso di mettersi alla prova. Di giorno pedalava, assaporando il fatto di essere direttamente a contatto con la natura, la sera doveva trovare un luogo sicuro e montare la tenda, poi cenava con un po’ di riso, frutta secca o altro cibo semplice. Una delle sue maggiori preoccupazioni era la presenza di animali selvatici. Una cosa divertente che ci ha raccontato è che doveva appendere ai rami alti degli alberi gli oggetti da toilette, in particolare il dentifricio, di cui vanno ghiotti gli orsi. Si è imbattuto in orsi, ma anche in alci, marmotte, ghiri e serpenti. NEL suo lungo viaggio solitario, ha incontrato tante persone che l’hanno reso meno solitario. Ha conosciuto la solidarietà di chi lo ha aiutato dopo una caduta, di chi gli ha offerto una cena calda o un luogo sicuro dove riposare, ha pedalato con cinesi, russi, francesi, inglesi. Ha vissuto quella che lui ha definito un’avventura resiliente, spiegandoci che la resilienza è la capacità di essere in grado di adattarsi ai cambiamenti e di affrontare in modo positivo le difficoltà. Si è dovuto fermare a volte per stanchezza, cadute, per piccole riparazioni alla bici, ma il più delle volte la sosta era ‘necessaria’ per ammirare ciò che lo circondava e ne catturava l’attenzione. E ci ha spiegato che proprio questo ha reso indimenticabile il suo viaggio: vivere ogni singolo momento senza la pressione del tempo. Giulia Carpi, Sebastian Carpi, Natalia Pessina, Sabrina Stirparo IIIC

per leggere la pagina clicca qui