Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Giusti tra le nazioni, eroi dimenticati

ECCO il primo articolo dei cronisti della scuola Goldoni di Ceregnano. I reporter della classe 2B sono seguiti dalla docente Roberta Benedetto. I GIUSTI DELLE NAZIONI, EROI DA NON DIMENTICARE Quest’anno la Giornata della Memoria è stata celebrata nella nostra scuola, la “Goldoni” di Ceregnano, in un modo diverso e ancora più interessante. Ci siamo riuniti tutti nell’atrio (compresi gli alunni delle quinte primaria di Ceregnano e Gavello) e i ragazzi delle classi terze si sono occupati di raccontare ai compagni più piccoli il dramma dell’Olocausto e dello sterminio degli ebrei. Ma l’attenzione è stata rivolta alle storie dei cosiddetti “Giusti”, uomini e donne non ebrei che hanno messo a rischio la loro vita per salvare quella degli ebrei. Noi ragazzi più piccoli non conoscevamo queste storie e ci siamo commossi. Alla base della legge sui Giusti del parlamento israeliano del 1953, c’è quanto affermato nella Bibbia: «Chi salva una vita, salva il mondo intero». In totale i Giusti sono 26.973, tra questi 694 italiani. In Veneto ci sono tre Giardini dei giusti: Verona, Padova e Monselice. Tra i più importanti Giusti italiani ci sono Giorgio Perlasca, Carlo Angela e Gino Bartali. Perlasca, commerciante padovano, salvò numerosissimi ebrei a  Budapest spacciandosi per un diplomatico spagnolo. Sulla sua storia è stato tratto il film per la tv Perlasca - Un eroe italiano. Carlo Angela, medico e antifascista piemontese (padre di Piero Angela e nonno di Alberto), nascose nella sua clinica di San Maurizio Canavese numerosi ebrei e antifascisti, facendoli passare per malati. La sua azione è rimasta sconosciuta per mezzo secolo, fino a quando uno degli ebrei salvati da lui, Renzo Segre, l’ha raccontata nel libro Venti mesi. Gino Bartali, ciclista, trasportò, con la sua bicicletta, dei documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità; inoltre, durante l’occupazione nazista nascose, in una cantina, una famiglia ebrea fino all’arrivo degli Alleati. Oggi il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah, ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità e i diritti umani. Gli alunni di quinta primaria hanno illustrato la Shoah con un cartellone. E siamo ritornati in classe con due convinzioni: anche se nel nostro paese la guerra è finita, non si possono dimenticare tutti gli orrori che sono avvenuti nel passato. Nel mondo, inoltre, oggi più che mai c’è bisogno di “persone giuste”. Per entrare ancora più nel vivo di queste storie, alcuni compagni della scuola secondaria di primo grado di San Martino di Venezze, accompagnati dalla professoressa Elisabetta Tobaldo, hanno recitato la storia di Ida Brunelli-Lenti, alla quale è stata dedicata una pianta nel Giardino dei Giusti di Padova. Ida, nata a Monselice nel 1920, fu assunta come bambinaia, a 15 anni, presso una coppia di artisti ungheresi di origine ebraica, Kálmán Tóth e Yuzzi Galambos, che erano emigrati in Italia nel 1930 e che ebbero tre figli. Dopo l’emanazione delle leggi razziali (1938) l’entrata in guerra dell’Italia (1940), Kálmán Tóth fece ritorno in patria mentre Yuzzi e i bimbi andarono ad abitare a Castiglion Fiorentino (Arezzo) e Ida li seguì. I Cronisti di 2B Carlotta Pasqualon Michele Cervati Aurora Andreotti

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