Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Una lezione speciale a San Patrignano

NELL’AMBITO del progetto di prevenzione dalle dipendenze, «Cosa succede in città», le classi terze F e G hanno fatto un’uscita didattica alla comunità di San Patrignano a Coriano, in provincia di Rimini (nella foto alcuni degli studenti reggiani a San Patrignano). La nostra scuola da tempo è impegnata nella ricerca di modelli didattici informativi per ‘inculcare’ a noi ragazzi un maggior grado di sensibilizzazione sul tema. Modelli finalizzati ad accrescere fattori di protezione ed eliminare o ridurre quelli di rischio. Risulta fondamentale quindi fornire a noi adolescenti tutte le informazioni e la formazione per indurci a una maggiore riflessione e facilitare la capacità di verbalizzazione nel rapporto con gli altri. Per questo e altri motivi ancora, la scelta di trascorrere una giornata nella comunità di San Patrignano. «IL MONDO che vorrei dipende da noi» è l’incisivo motto che la contraddistingue. Noi parafrasando potremmo tradurre in: «Ognuno è protagonista del proprio futuro». Fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, la Comunità da oltre quarant’anni risponde alle tante richieste di aiuto provenienti da giovani e ragazzi incappati nella spirale delle tossicodipendenze. Offrendo a ognuno un programma di recupero personalizzato a lungo termine. Si tratta di una Ngo, Organizzazione non Governativa, riconosciuta e accreditata alle Nazioni Unite. La comunità, che accoglie anche persone che svolgono un percorso alternativo a quello del carcere, ricava parte dei fondi per il sostentamento dalle attività di servizio e dai beni prodotti in autogestione, da donazioni e contributi di privati. Una comunità ‘autorigenerante’ dove ognuno attraverso un percorso riabilitativo assistito e di responsabilizzazione, diventa, come sancisce il ‘motto’, interprete consapevole del suo futuro. Nel corso dell’intensa giornata, siamo stati accompagnati da ragazzi della comunità che partecipano alle iniziative di prevenzione e che sono a un buon punto del loro percorso. INDIVIDUATI come i più adatti a questo progetto di accoglienza, in un’ottica di peer-to-peer. Abbiamo visitato i laboratori di formazione professionali e gli altri ambienti dove i ragazzi svolgono le loro attività. Un momento importante della giornata è stato riservato all’ascolto di testimonianze di vita di alcuni ragazzi ospiti, a cui hanno fatto seguito riflessioni, considerazioni condivise per confrontarsi su eventuali problematiche di disagio. Tanti i ricordi gradevoli da portare a casa, significativa anche l’esperienza del pranzo in comunità con tutti gli ospiti nella grande struttura in legno. Lisa Zanetti III G

per leggere la pagina clicca qui