Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Nel campo di Buchenwald. Un viaggio nella memoria che ha lasciato tracce indelebili

OTTOBRE 2018, destinazione Memoriale di Buchenwald (Germania) – Nürnberg – Ettersburg Schloss – Weimar. Il viaggio, della durata di tre giorni, ci ha permesso di vivere un’esperienza straordinaria. Certo, alla nostra età non è facile riflettere sul valore della memoria storica. Aver visitato alcune mete della storia del recente passato e alcuni monumenti tutelati come patrimonio dell’umanità ha lasciato in ognuno di noi una traccia indelebile. Questo progetto è stato realizzato con lo scopo di sensibilizzarci, imparando a essere più aperti alle differenze, a guardare la diversità come un arricchimento prezioso. Il bilancio è stato estremamente positivo. UN PERCORSO importante da un punto di vista storico-culturale. Certo non è stato facile passare tredici ore, salvo le soste, in un pullman tollerando i comportamenti di un ‘branco’ di alunni in piena fase adolescenziale. Siamo sopravvissuti. Siamo stati capaci di divertirci, di ridere, di cantare, di raccontarci, di viverci conoscendo aspetti dei nostri compagni che mai avremmo immaginato. Ci siamo sentiti umanamente vicini visitando i luoghi dell’olocausto. Per la prima volta il brusio che accompagna le nostre giornate e i rimproveri quotidiani di molti docenti, hanno lasciato spazio al silenzio, a un’educazione misurata che ha accompagnato le nostre curiosità, la commozione nell’ascoltare i racconti, nel vedere filmati ed immagini. La nostra mente si è calata nei panni delle migliaia di persone innocenti cui è stata tolta la vita. Abbiamo cercato di capire la mancanza di umanità che ha reso l’uomo capace di commettere crimini brutali. Non ci siamo dati una risposta. Alla nostra età è difficile capire tutto questo. Questo viaggio ha fatto nascere in noi la consapevolezza che dobbiamo partecipare, che dobbiamo esserci, che dobbiamo imparare a vigilare su ciò che ci circonda. Lo dobbiamo fare noi, ma è importante l’esempio degli adulti che pretendono da noi, ma spesso manca in loro la coerenza. Prendere coscienza significa mettere in pratica nel quotidiano semplici azioni per l’affermazione dei diritti umani. Ci siamo sentiti dei piccoli eroi. Tutti, compreso coloro che solitamente sono distratti da questa età così difficile e complicata. Il viaggio ci ha permesso di cogliere con un occhio più vigile le bellezze di una città diversa da quella in cui viviamo, apprezzandone le tradizioni anche attraverso il cibo. Certo non sono mancati i rimproveri, perché come tutti non siamo perfetti e i nostri comportamenti cadono in quella pulita non coscienza che rende la nostra età complicata, difficile, odiosa e meravigliosa allo stesso tempo. Ogni tanto si cade perché ‘tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’. Ma vi assicuriamo che è stata una lezione di vita importante che tutti dovrebbero fare, studenti e adulti. E di quest’opportunità vogliamo ringraziare la scuola, i docenti e i nostri genitori per aver creduto in noi. Un passo in avanti nel viaggio della nostra vita. Fra le testimonianze di alcuni, è ricorsa l’espressione: Come il giorno ha il suo Sole e la notte le sue stelle, ogni uomo ha il diritto di vivere la sua vita come un dono che si realizza. Come ci ha insegnato Primo ‘Se questo un uomo’ dobbiamo meditare su quello che è stato, scolpendo quelle immagini nei nostri cuori. Solo questo ci può aiutare a non dimenticare. Alcuni pensieri Quello che mi è rimasto impresso è stata la crudeltà, l’indifferenza, la normalità, ma soprattutto la disumanità con cui uccidevano e maltrattavano queste persone, tantissime persone, innocenti e senza colpa. T.M. Sono entrata nel campo, ho sentito quello che provavano quelle persone innocenti: freddo, fame, tristezza … Mi ha fatto ribrezzo che per pochi uomini fosse la normalità, che uccidere delle persone fosse per loro un lavoro, uno “stile di vita”. Quello che gli ebrei subivano era spregevole e ciò che spettava loro era solamente la morte. M. F. Classe 3^C Prof.ssa Manuela Valzania