Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Italia e Venezuela, paesi a confronto

IL NOSTRO COMPAGNO Diego Alfonso, arrivato ad Offida dal Venezuela il 21 settembre 2016, ci ha raccontato che suo nonno, offidano poco più che ventenne, emigrò nel Paese sudamericano negli anni Sessanta per trovare lavoro. Lì si sposò con una ragazza venezuelana di origini arabe, Graciella, ed aprì un’officina. Grazie ai loro risparmi costruirono una casa e acquistarono dei terreni agricoli. Ebbero tre figli: due femmine e un maschio, il padre di Diego. «Per un periodo, negli anni Ottanta, tutta la famiglia era tornata in Italia e qui mia zia Ida si è sposata ed è rimasta a vivere. A causa delle condizioni economiche e climatiche la mia famiglia era però tornata in America (mia nonna non riusciva ad ambientarsi al freddo dell’inverno). Il Venezuela, nazione ricca di petrolio, è stato da sempre uno dei Paesi più prosperi dell’America Latina. Per via della crisi, è stato immesso in un caos politico ed economico che ha portato: ad un abbassamento dei prezzi del petrolio, alla nazionalizzazione delle fattorie, ad un calo di produzione delle fabbriche, alla diffusione della corruzione ed al raggiungimento di un record storico d’inflazione. L’economia è stata quindi ridotta di quasi la metà in soli cinque anni. Lo stipendio si aggira intorno ai soli 6 dollari al mese. Il tasso di omicidi è tra i più alti del mondo. Attualmente ci sono scontri armati tra soldati fedeli a Maduro e manifestanti a favore di Guaido. Eravamo benestanti, ma poiché la situazione economica e sociale andava peggiorando, la mia famiglia decise di tornare definitivamente in Italia». Preferisci vivere in Italia o in Venezuela? «In Italia i miei genitori mi fanno uscire da solo con tranquillità, mentre in Venezuela era pericoloso stare fuori, per la delinquenza diffusa. La situazione scolastica è molto diversa. In Venezuela le classi delle elementari sono numerose, di circa quaranta alunni, c’è poca attenzione per i ragazzi in difficoltà che solitamente vengono bocciati. Viene insegnata solo la lingua spagnola e in seconda media si inizia a studiare l’inglese. La cultura non viene incentivata e ciò è tipico di un governo autoritario che preferisce cittadini ignoranti per meglio sottometterli. Qui ho imparato in fretta la lingua italiana, invece è stato più difficile ambientarmi alle temperature più basse dell’autunno e dell’inverno, infatti durante i primi mesi mi vestivo con più indumenti». Il nostro compagno ci ha arricchito sia culturalmente che umanamente con il suo comportamento estroverso e pieno di vitalità che gli ha permesso di integrarsi facilmente.

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