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Al laboratorio si scopre il dna del kiwi

DENTRO il laboratorio di scienze della scuola succedono meraviglie incredibili. La scoperta è di tre ragazze di III H, che hanno intervistato la professoressa Veronica Lunardini, docente di matematica e scienze alla Bertola di Rimini. Nel laboratorio si fanno anche esperimenti di genetica e esperimenti di estrazione di dna dal kiwi. Come le è venuta l’idea di estrarre il dna dal kiwi? «Durante la scuola di specializzazione, con il mio professore di genetica avevamo fatto una cosa simile, e mi aveva particolarmente colpito. Visto che nelle classi terze il programma prevede lo studio di questa molecola in relazione anche alla genetica, mi è sembrato utile e interessante riproporre l’esperienza ai miei alunni con l’obiettivo di far loro sperimentare il metodo scientifico». Gli alunni come hanno reagito alla proposta? «Tutti gli studenti della III I e della III L hanno risposto entusiasti e si sono subito mostrati molto disponibili e interessati». Ora si spieghi meglio: in che cosa consiste l’esperimento? «Il dna contiene le informazioni genetiche di ogni individuo vivente. Una delle prime operazioni da compiere è quella di frammentare il frutto in modo da separare il più possibile le cellule fra loro per esporle all’azione del detersivo. In seguito bisogna aggiungere una soluzione di sale da cucina e detersivo, alla polpa del frutto, per liberare il dna dalle membrane che lo trattengono. Quindi si filtra il materiale per lasciar passare l’acido nucleico e trattenere i residui cellulari, infine il dna viene fatto precipitare in alcol etilico. Concludendo, la sostanza viene riscaldata per rompere il dna e poi raffreddata velocemente per bloccarne l’apertura. All’interno delle provette, grazie a queste reazioni, è possibile osservare una parte addensata che è la molecola in oggetto. I ragazzi delle classi di cui vi dicevo hanno effettuato questo esperimento suddivisi in gruppi di 4-5 elementi, utilizzando il kiwi perché i vegetali sono più facili da analizzare». L’esperimento potrà essere riproposto presto anche con altri frutti, come la banana. «Questa esperienza per i ragazzi è molto istruttiva ma anche divertente» conclude Lunardini. E presto anche la classe III H compirà l’esperimento. Piccoli scienziati crescono. Bianca Ligi, Elisabetta Parma e Rebecca Rossi III H

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