Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Storia di grandi reggiani dimenticati

LE CLASSI TERZE della scuola secondaria di primo grado di Brescello (istituita a nome del primo bibliotecario al British Museum, Antonio Panizzi) hanno affrontato quest’anno le vicende storiche dell’Unità d’Italia e, incuriositi e incoraggiati dalla docente di storia, la professoressa Minelli, hanno iniziato a ricercare informazioni sul proprio territorio in quel periodo. Grazie agli interventi di agenti esterni alla scuola, gli studenti si sono approcciati per la prima volta a una notizia alquanto incredibile: hanno saputo, tramite delle ricerche compiute dall’esperto di storia locale, Giovanni Santelli, che il nostro compaesano Antonio Panizzi fu fondamentale per la riuscita del Piano Garibaldino. INFATTI, essendo Panizzi un personaggio di rilievo (sebbene non venga citato nei manuali di storia), ha contribuito a far sì che le truppe inglesi e francesi non impedissero alla Spedizione dei Mille di approdare in Sicilia e a rendere, così, l’Italia unificata. Tale fatto ci ha talmente incuriositi che abbiamo deciso di accrescere le nostre conoscenze a proposito del nostro territorio emiliano. Pertanto, i giorni 22 gennaio e 1 febbraioscorsi, le due classi si sono recate alla mostra «Tutti i colori delle stelle» a Reggio al Palazzo dei Musei, per scoprire la storia e le curiosità delle galassie e dell’astrofisica. UNO DEGLI ASPETTI che più ci ha incuriosito è stato il riferimento della guida a un ‘tale reggiano’ Padre Angelo Secchi, il quale ha classificato per primo le stelle in Classi Spettrali. Questo fatto, a noi alunni sconosciuto, ha fatto molto riflettere sull’identità di un uomo così geniale, pertanto la professoressa di Scienze, Alda Folloni , ha pronunciato la fatidica domanda che, ormai, è sulla bocca di tutti noi ragazzi: «Come mai, come Antonio Panizzi, Padre Secchi non viene citato nei libri di Storia e, nel suo caso specifico, in quelli di Astronomia?» LA GUIDA ha allora spiegato che questo personaggio, per quanto illustre, venne citato pochissime volte, tra cui nella versione originale del romanzo di Dan Brown, «Il Codice da Vinci», insieme ad altri tre grandi astronomi. Peccato, però, che nella edizione italiana, Padre Secchi non ci sia. Per questo noi, alunni delle classi terze di Brescello, facciamo appello a ogni traduttore, ad ogni lettore e a qualunque altro utente di cultura di informarsi. Ognuno di noi ha il diritto e soprattutto il dovere di conoscere la storia del proprio paese, specialmente quando ha ‘ospitato’ personaggi illustri come questi. Irene Salomoni III B

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