Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Aimeè e le difficoltà delle adolescenti

LA PROTAGONISTA del libro di Gabriella Santini, «Ragazza di vento», si chiama Aimeè, una ragazza sensibile, dotata di grande fantasia, ma che purtroppo deve affrontare diverse difficoltà tra cui i disturbi alimentari. Il mio personaggio preferito è Supplì, il supplente, che si accorge delle difficoltà dei suoi alunni e li aiuta ad affrontarle; comprende che le dinamiche sono complesse perché i problemi sono tanti: l’anoressia, il bullismo, le difficoltà di relazione, il dover accettare la morte. Aimeè è una ragazza timida, insicura; le sue giornate si riempiono di dolci sentimenti solo quando sta con i nonni che, pur non avendo più energia, sanno regalarle amore e senso di protezione. Con loro si sente «a casa». Gli amici della protagonista si vogliono molto bene, ma sono bullizzati da altri che, a loro volta, sottostanno a Lulla. Un giorno in classe quest’ultima prende in giro Vitale, balbuziente che soffre per la Ghd, malattia che blocca la crescita. Vitale reagisce lanciandole il banco. Anche in tv, tra telegiornali e talkshow, si parla spesso di bullismo: ho ascoltato due psicologi secondo i quali, rispetto a qualche anno fa, tale fenomeno si sta diffondendo tra le ragazze. La parte del libro che mi ha coinvolto di più è stata quella in cui le amiche di Aimeè vanno a cercarla, sono in pensiero per lei. Questa sì che è amicizia. Da diversi giorni lei non andava a scuola: sapevano che la morte del nonno l’aveva addolorata. Inoltre Vitale, il loro migliore amico, era scappato di casa dopo la sospensione dalla scuola e loro erano preoccupate per lui. Aimè e le compagne, dopo supposizioni sul dove potesse essere il loro amico, lo trovano al cimitero, sopra ad un muro. Aimeè gli parla per fargli cambiare idea, lo convince a scendere giù e, mentre tutti lo abbracciano, poco distante c’è Lulla, che piange a dirotto: lei ama Vitale. Secondo me questo libro è appassionante ed educativo. Mi è piaciuta l’unione solidale delle amiche di Aimeè nell’affrontare il dramma di Vitale. Ho ripensato allora all’articolo di giornale sul quale abbiamo riflettuto a settembre con la prof in merito a Simone Dispensa, un 18enne che non è riuscito a sconfiggere la malattia, ma che, durante la sua battaglia, ha potuto contare sull’amicizia dei suoi compagni di classe del Liceo Amaldi a Novi Ligure: per proteggerlo da infezioni, si erano tutti vaccinati contro l’influenza. E questa è realtà. Matteo Evandri classe I A

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