Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«A tu per tu con la psicologa» Professione e passione davanti ai block notes

NEI GIORNI SCORSI è venuta a farci visita a scuola la dottoressa Maria Spinardi, mamma della nostra compagna Giulia Zanirato. Ha la psicologa e lavora alla casa di riposo di Badia. Ha frequentato il liceo classico Celio e poi si è laureata in psicologia all’università di Padova. La passione per la psicologia le è venuta a partire dallo studio della filosofia. Ciò che l’ha attratta è capire i processi mentali e cosa c’è dietro i comportamenti e le personalità. LA FACOLTÀ di psicologia nasce a metà degli anni Settanta e non è presente in tutte le università quindi a Padova, nel 1991 anno della sua iscrizione, arrivavano studenti da ogni parte d’Italia. Gli indirizzi all’epoca erano psicologia dell’età evolutiva, clinica e del lavoro. La psicologia clinica comprende e studia le patologie umane. Dopo i cinque anni del corso di laurea ha svolto un anno di tirocinio al centro igiene mentale, di Rovigo. Qui lavorano psichiatri, psicologi ed educatori e dove si ospitano giovani pazienti affetti da malattie psichiatriche. Questi pazienti hanno bisogno di cure e attenzioni diverse. Qui ha potuto applicare ciò che ha studiato all’università anche se è molto impegnativo passare dalla teoria alla pratica. Fondamentale è il colloquio del paziente con lo psicologo in un setting, cioè ci si mette in una stanza e si parla di se stessi. Si può svolgere solo nello studio dello psicologo perché l’ambiente deve essere neutrale. E dura dai 45 ai 50 minuti. Il paziente deve sentirsi capito quindi si deve fare molta attenzione sia la comunicazione verbale che non verbale. Le cose più importanti sono la relazione, l’ascolto, l’osservazione, il contatto, l’empatia e le emozioni. Lo psicologo deve essere empatico cioè avere la capacità di mettersi nei panni degli altri e non deve essere giudicante. Fatto l’esame di stato necessario per esercitare la libera professione, la dottoressa Spinardi ha scelto di lavorare con gli anziani che sono affetti da demenza, in particolare Alzheimer. A volte questi ammalati sono difficilmente gestibili dalle famiglie perché non si ricordano nulla e hanno anche delle alterazioni comportamentali e possono diventare violenti. Lo psicologo deve quantificare il danno cognitivo con dei test, delle domande. Si ha quindi un profilo su quanta memoria ha il paziente, se è ancora in grado di scrivere. Nella casa di riposo di Badia Polesine si è fatto anche uso della musicoterapia, la musica infatti funziona come canale ad esempio per ricordare, anche se si ricordano solo le cose del passato perché la memoria a breve termine non c’è più. Obiettivo principale è di trovare insieme a loro un senso della vita e di giungere, attraverso delle strategie, ad una situazione di benessere per queste persone. E’ stata veramente una lezione molto interessante, ringraziamo la dottoressa Spinardi perché ci ha fatto comprendere quanto sia importante la professione dello psicologo per aiutare le persone che si trovano in difficoltà. Si tratta di una vera e propria missione. I cronisti della 3A

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