Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La Romania ai tempi di Ceausescu Alina sfoglia le pagine della storia del suo Paese

NEI GIORNI SCORSI è venuta a trovarci la dottoressa Alina Georgeta Tighel, mamma della nostra compagna di classe Elisa Petrone. E’ venuta a parlarci di come si viveva in Romania ai tempi del comunismo del dittatore Nicolae Ceausescu che ha governato il paese dal 1967 al 1989. Alina, come avrete capito è nata in Romania, in Transilvania, a Oradea nel 1976. E’ stata una lezione interessantissima perché ci ha parlato con semplicità sia delle cose negative che positive del comunismo. Andiamo a leggere l’articolo dei cronisti del Venezze, che sono seguiti dalla professoressa Alessandra Recchiuti. IL CIBO. Veniva erogato proporzionalmente ai membri della famiglia. Loro erano in quattro: la mamma, il papà, lei ed un fratellino. Avevano quindi diritto a due litri di olio e due chili di zucchero. Tutto doveva essere distribuito in modo proporzionale per quanto riguardava appunto lo zucchero, l’olio, la farina, il pane. Si dovevano acquistare nel negozio del proprio quartiere. Per gli altri generi alimentari invece si poteva andare al mercato di ogni città. Anche l’acqua veniva razionata. C’era solo in alcune ore della giornata e Alina doveva svegliarsi alle sei del mattino per potersi lavare. Lo stesso per quanto riguardava la corrente elettrica. Nel pomeriggio studiava con la candela accesa. Dalle venti alle ventidue si poteva guardare la televisione con un solo programma televisivo. Non trasmettevano programmi per bambini ma telegiornali che parlavano solo del dittatore. La razionalizzazione era giustificata dal fatto che la Romania non doveva indebitarsi e per costruire infrastrutture. La cosa positiva del comunismo era l’istruzione garantita a tutti e anche il lavoro, così come la casa. Quando una coppia si sposava le veniva assegnato un appartamento adatto alle dimensioni della famiglia. Nelle scuole tutti erano in uniforme e questo per la dottoressa Tighel era un fatto positivo, i ragazzi ne erano contenti perché così nessuno pensava a come vestirsi e alle mode e chi avesse avuto meno possibilità economiche non si sentiva diverso dai compagni. Prima delle lezioni si doveva cantare l’inno nazionale per rispetto alla Nazione di cui erano parte. Gli insegnanti erano piuttosto severi e qualche volta bacchettavano le mani. In ogni classe c’era la foto del dittatore. Era forte il senso della famiglia e dell’amicizia. Ceausescu viveva con la sua famiglia in un bellissimo palazzo chiamato Palazzo del Popolo. Purtroppo gli oppositori politici venivano arrestati e spesso torturati. Nel 1989 il popolo si ribellò e alcune persone assassinarono il dittatore e sua moglie. Questo dopo la caduta del muro di Berlino che divideva l’Europa in due. Oggi Alina Georgeta Tighel è laureata in economia e commercio e lavora in una azienda di Este. Si è stabilita in Italia nel 2003 dopo essersi sposata. Ringraziamo la mamma della nostra compagna e amica Elisa. E’ stata per tutti una lezione veramente interessante, abbiamo fatto moltissime domande perché eravamo curiosi di sapere tante cose su come si viveva in un Paese che per molto tempo ha vissuto sotto dittatura. Peccato che il tempo a disposizione sia stato poco. I reporter della 2A

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