Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Egli, Rosa e gli altri: storie di coraggio

TELEFONO, libri, foto ricordo, questi sono gli oggetti che noi ragazzi della III D avremmo messo nelle nostre valigie se avessimo dovuto affrontare un viaggio in un altro Paese. Il viaggio, inteso non solo in senso realistico, ma come metafora della scoperta e dell’esplorazione di culture diverse e altri modi di essere, è stato il tema centrale del progetto su cui stiamo lavorando. Il progetto Echi si è innestato alla perfezione su questa tematica. Si tratta di un’attività promossa dallo Sprar, il sistema di protezione per i rifugiati e i richiedenti asilo che ha l’obiettivo di informare i ragazzi sui problemi legati all’immigrazione e all’accoglienza per cercare, in questo modo, di scardinare i pregiudizi legati alla diversità. Alcuni operatori dello Sprar Marco e Sibilla, insieme al fotografo Ennio Brilli, il videoreporter Alberto e due utenti Abdullaye e Rosa, sono venuti nella nostra scuola per lavorare direttamente con noi ragazzi. Ognuno di noi ha raccontato se stesso e l’ultimo viaggio compiuto. Ma, soprattutto, abbiamo spiegato il motivo della partenza, così abbiamo ascoltato il racconto del lunghissimo viaggio effettuato da Abdullaye per arrivare dal Mali in Italia. Egli, orfano di padre e madre è scappato dal Mali e ha viaggiato a piedi, in macchina con passaggi di fortuna ed, infine, su un barcone, approdando al porto di Catania, da dove è stato trasferito in un centro d’accoglienza ad Arcevia e da lì a Fermo. Rosa, invece, è arrivata con l’aereo dal Sudan grazie a un progetto di protezione politica. La seconda tappa del percorso è stata la casa di un compagno, anche lui giunto da poco in Italia dalla Romania con sua madre. Li abbiamo intervistati per capire perché e, in che modo, erano arrivati in Italia e, soprattutto, quali emozioni avevano provato nel momento in cui hanno lasciato il loro Paese. La conoscenza di una cultura diversa passa anche attraverso la scoperta delle tradizioni di un popolo, per questo siamo stati invitati ad una cena a base di piatti tipici rumeni. L’ultima fase del progetto è stata l’intervista ad Abdullaye e Rosa, i quali hanno raccontato le difficoltà affrontate da quando hanno lasciato le loro terre. Questa esperienza è stata formativa e profondamente umana, in quanto ci siamo resi conto delle sofferenze legate alle storie di persone che hanno avuto il coraggio di ricominciare, la lotta quotidiana per un’integrazione, spesso non facile, nella nostra società. Classe III D

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