Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Diritti delle donne, continua la battaglia

SI AVVICINA l’8 marzo e ci viene spontanea una domanda: a che punto siamo, nel mondo e nel nostro Paese, sul tema dei diritti delle donne? Le discriminazioni e le violenze ai danni delle donne ad ogni latitudine riguardano gli ambiti più svariati: la violenza domestica, le mutilazioni genitali femminili, gli abusi sessuali, il fenomeno delle spose bambine, la difficoltà ad accedere a determinate professioni e altri ancora. Il rapporto «La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019» recentemente pubblicato da Amnesty International, organizzazione da sempre impegnata nella lotta per i diritti umani, fa il punto della situazione mettendo in luce sia recenti conquiste sia annosi problemi. Il rapporto ricorda gli importanti risultati raggiunti nell’ultimo anno grazie ad un rinnovato attivismo delle donne: ad esempio, in Arabia Saudita alle donne è stato finalmente concesso il diritto di guidare un veicolo, in Islanda e Svezia sono state approvate nuove leggi sullo stupro, negli Usa le accuse di molestie hanno sfidato l’omertà e l’impunità di molti ad Hollywood. Ciò detto, non bisogna dimenticare le problematiche legate alla condizione femminile. I numeri forniti da Amnesty sono impietosi: quasi il 60 per cento delle donne lavoratrici nel mondo non beneficia del diritto sancito dalla legge al congedo di maternità; a livello globale il divario salariale di genere è al 23 per cento; solo il 17 per cento di tutti i capi di stato o di governo e il 23 per cento dei parlamentari nel mondo sono donne. Qual è invece la situazione in Italia? Non certo rosea, se pensiamo alla piaga dei «femminicidi» e al fatto che da noi siamo ancora ben lontani dalla parità di retribuzione a parità di lavoro. È, inoltre, ancora viva la polemica scoppiata a gennaio sulla partita di Supercoppa disputatasi a Gedda, in Arabia Saudita: la possibilità per le spettatrici saudite di assistere alla partita solo nel settore riservato alle famiglie è stato visto da molti come una umiliazione. Proprio per approfondire ulteriormente questi argomenti, pochi giorni fa durante l’attività didattica curricolare abbiamo avuto modo di vedere nella nostra classe il film «Suffragette» del 2015. Il film, che racconta la storia delle militanti del movimento femminista inglese, costrette a lottare per il riconoscimento del diritto di voto, ci ha permesso di riflettere sulla necessità non solo di imparare qualcosa del nostro passato, ma anche e soprattutto di mantenere desta la nostra attenzione sul presente per non dare per scontato il futuro: i diritti, anche quelli delle donne, si conquistano con l’impegno quotidiano di tutti noi cittadini.

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