Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Dipendenza da videogiochi: c’è la cura

VIDEOGIOCHI: un passatempo molto bello e divertente, molto amato dai ragazzi, forse troppo. Però giocare tanto tempo ai videogiochi e ancora di più a quelli troppo violenti, provoca dipendenza, isolamento e aggressività. Ciò è ormai chiaro a tutti e ne parlano fino allo sfinimento psicologi e genitori, insegnanti e medici. Forse per questo finalmente qualcuno si è dato da fare per fermare questo fenomeno. Nel Policlinico Gemelli di Roma, nel gennaio 2016, è nato il primo ambulatorio italiano specializzato nella cura dei ragazzi affetti dalla dipendenza da internet. Il fondatore si chiama Federico Tonioni; è uno psichiatra e psicoterapeuta che su questo tema ha le idee ben chiare: «La dipendenza dai videogiochi comincia sempre come un divertimento», spiega, ma poi, a forza di giocare, giocare e ancora giocare, degenera. SPESSO non si tratta di giochi creativi ma di giochi di ruolo, eccitanti e compulsivi, quasi sempre giochi ‘sparatutto’, in cui il protagonista uccide gli altri. Essi vengono usati dai ragazzini come valvola di sfogo per la loro rabbia. Le conseguenze sono terribili: i ragazzi diventano asociali e si chiudono nella loro stanza, dove restano per gran parte del giorno e escono solo per mangiare. Se qualcuno prova a contrastarli diventano aggressivi e perfino maneschi. E non parliamo poi del fatto che nella nostra società i bambini in grado di giocare a un videogioco sono più numerosi di quelli capaci di nuotare o andare in bicicletta. Non si può e non si deve sostituire la presenza di amici e genitori con i videogiochi; non si può perdere il contatto con le persone, la natura, la manualità e la fisicità del mondo. Delle soluzioni ci sono e Tonioni dispensa alcuni preziosi consigli ai genitori, invitandoli a passare più tempo con i figli perché spesso sono gli adulti stessi a essere sedotti da internet e a trasmettere questa seduzione ai più piccoli, perché non trovano una ‘babysitter’ più efficace, più formidabile e più a basso costo di un tablet, di un pc o di uno smathphone. Infine Tonioni consiglia di non eliminare del tutto i videogiochi perché non sono una cosa da escludere, togliere e rifiutare: bisogna solo limitarne il tempo. Come per tutte le cose della vita anche i videogiochi, se non si esagera, rimangono un bel passatempo. Ed è così che deve essere. Laura Bazzani, Serena Brenta, Jasmeen Kaur e Sara Venturelli

per leggere la pagina clicca qui