Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Le ferite e i pericoli di Internet

LA POSSIBILITÀ di stare fuori con gli amici è unica e bellissima, ma sempre più giovani preferiscono stare in casa a giocare con i videogiochi o utilizzare i social. Il problema è stato affrontato dagli alunni della classe 1ª E della scuola media L. C. Farini grazie al progetto ‘Liberi e Indipendenti’, promosso dalle associazioni Dry Art e Acqua dalla Luna e patrocinato dal Quartiere Savena. Tra novembre e dicembre i ragazzi hanno partecipato a quattro laboratori, durante i quali hanno incontrato una psicologa, un avvocato e un educatore. Attraverso filmati, schede, dialoghi e lavori di gruppo, sono stati messi di fronte ai pericoli che ci possono essere con l’utilizzo sbagliato di internet, dei social o dei videogiochi. I VIDEOGIOCHI sono nati per intrattenere, ma il loro uso esagerato ci sta cambiando la vita. I ragazzi si fanno coinvolgere al punto che non capiscono più dove finisce il gioco e dove inizia la realtà: si immedesimano nei personaggi e non vogliono più uscire di casa. Tutto ciò è pericoloso per la loro salute perché i videogames possono dare insonnia e, dopo averci giocato a lungo, i giovani hanno un comportamento scontroso e non vogliono compagnia. E se non stanno giocando, cosa fanno i ragazzi? Sono a testa bassa a guardare lo schermo di uno smartphone. Vogliono stare sempre in contatto in chat e non ci si rende conto che a volte si mettono notizie personali a disposizione di gente pericolosa che ne fa l’uso sbagliato. Si può violare la privacy propria e altrui anche quando si pubblica una foto senza consenso. Ma il peggiore degli usi sbagliati dei social è il cyberbullismo: in rete offendere un’altra persona è più facile perché non la si ha davanti e non si può vedere la sua reazione, sentendosi al sicuro e non responsabili. LE PAROLE a volte feriscono più delle botte e per essere stati presi in giro alcuni ragazzi sono arrivati al suicidio. I pericoli più allarmanti che circolano oggi sulla rete sono legati alle sfide che i ragazzi sono sempre pronti a provare. Una di queste è nota come ‘Blue Whale’: il nome apparentemente innocuo nasconde un gioco online che prevede una serie di prove che portano al suicidio della vittima. Un’altra di queste sfide è nota come ‘Momo’, che invia a numeri telefonici anche sconosciuti video horror e minacce. In realtà Momo è una statua giapponese e quello che manda i video non è altro che un malvivente.

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