Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Sentimenti e desideri ai tempi dell’adolescenza: un percorso oltre l’imbarazzo

NEL corso del primo quadrimestre del corrente anno scolastico, due classi terze del nostro Istituto sono state coinvolte in un progetto chiamato “Sexuality Teaching in the contest of Adult Responsibility” o, più semplicemente, Teen STAR. Si tratta di un percorso di educazione all’affettività e alla sessualità, che attraverso la conoscenza dei ritmi biologici (e non solo) del corpo, intende condurre gli adolescenti alla scoperta della bellezza di un corpo fatto per la comunicazione e la relazione. Adriana e Tania, le due professioniste che ci hanno accompagnato in questo percorso, sempre affiancate da un insegnante della classe, ci hanno presentato molteplici attività sulle quali riflettere per comprendere che la sessualità è fondamentalmente la realizzazione del profondo desiderio di amare e di essere amati. Un desiderio che ha a che fare con tutte le componenti della persona: fisica, emozionale, intellettuale, sociale e spirituale. All’inizio, le tematiche trattate hanno suscitato in noi emozioni contrastanti: curiosità, interesse, imbarazzo e anche profondo disagio. Non sempre, infatti, nelle famiglie si trattano certi argomenti e per tanti di noi era la prima volta che si poteva liberamente ascoltare e liberamente parlare di queste cose. Abbiamo scoperto che chiamare certi “fenomeni” con il loro nome proprio anziché con il loro equivalente “volgare” da noi imparato grazie al compagno di banco o a certi siti che ogni tanto qualcuno di noi va a visitare, rende quel fenomeno meno sporco e quindi affrontabile alla luce del sole, senza vergogna. Abbiamo potuto verificare come i ragazzi abbiano una percezione della sessualità un po’ diversa da quella che hanno le ragazze: i primi sono più pragmatici, fisici, materiali ed estroversi quando si tratta di fare sfoggio delle loro conoscenze a riguardo, salvo poi diventare rossi e improvvisamente bloccati quando si tratta di parlare di sentimenti; le seconde sono sicuramente più romantiche e sentimentali, ma anche straordinariamente aperte nel momento in cui si tratta di spiegare a parole che cos’è l’amore, come si manifesta e come va protetto e curato. Il confronto ci ha permesso di capire un po’ meglio le differenze di genere, ci ha portato ad apprezzare le specificità che ci contraddistinguono fino a portarci alla consapevolezza che il bello dello stare insieme sta proprio nell’essere diversi e nel sentirsi per questo interessanti agli occhi gli uni degli altri. Insieme abbiamo ragionato sulla differenza tra l’amore vero e l’infatuazione. ALLA NOSTRA età capita spesso di sentirsi un giorno innamorati di qualcuno e di qualcun altro il giorno dopo. Riflettere su questo ci ha portati a comprendere come l’amore vero, per essere tale, ha bisogno di tempo. Tempo che va usato per conoscersi, imparare a fidarsi, entrare in confidenza, piacersi per come si è e accettarsi anche per quello che non si è. Non prendersi il tempo necessario a realizzare tutto ciò significa bruciare le tappe, bruciarci le ali e bruciare la nostra libertà che è responsabilità, leggerezza e bellezza insieme. L’infatuazione, invece, è l’interesse smodato per qualcuno che ci piace che però finisce con la stessa rapidità con cui è cominciato. All’interno di questo percorso siamo stati sempre trattati non come dei bambini, ma come delle persone capaci di comprendere e anche di esprimere un’opinione; questo, oltre a gratificarci, ci ha responsabilizzato: abbiamo compreso che sapere scegliere quello che è un bene per noi ci rende liberi, mentre piegarci alle richieste e ai condizionamenti degli altri ci rende schiavi e quindi infelici. Al termine dell’esperienza vorremmo ringraziare le nostre tutor, professioniste preparate e autorevoli, capaci di esserci emotivamente vicine, che ci hanno permesso di crescere, di sentirci accettati e quindi più forti. Il nostro gruppo classe ne è uscito certamente più unito. La classe III B

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