Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’indifferenza domina la nostra storia

UNA PAGINA di storia tutta da leggere con i giovani cronisti della scuola media di Taglio di Po seguita dal professor Denis Marangon, un fedelissimo del nostro campionato di giornalismo. Lunedì 28 Gennaio 2019 ci siamo recati al Teatro Verdi di Gorizia per la conferenza sul “Giorno della Memoria”. Abbiamo esposto le riflessioni di Paola Bedarida, del professor Fassin fino ad analizzare un fatto di cronaca contemporaneo per sottolineare come periodi storici differenti siano accomunati da un tema dominante: l’indifferenza. La professoressa e scrittrice Paola Bederida è riuscita a salvarsi dai campi di concentramento e attraversando le Alpi a piedi con la sua famiglia ha trovato rifugio in Svizzera. In un’intervista le viene chiesto se secondo lei i ghetti esistono ancora e lei risponde di si, dichiarando che basta guardare quello che succede in Siria e nei Paesi vicini per rendersi conto che purtroppo l’uomo non ha imparato nulla. “Si avverte il bisogno di contrastare l’indifferenza che parte della società civile e delle istituzioni mostrano verso la tragedia che stanno vivendo migliaia di persone migranti e richiedenti asilo. L’immobilità e l’indifferenza di parte della società e delle istituzioni europee di fronte alla “crisi migratoria” sono un sintomo di un profondo paradosso: consideriamo i diritti umani e i valori democratici come le fondamenta della nostra società, ma spesso ci mostriamo apatici e indifferenti davanti alla sistematica violazione dei diritti umani delle persone richiedenti asilo o di fronte ai naufragi e alla sofferenza di centinaia di migliaia di persone”. Anche il professor Fassin (Medico, Professore Universitario di scienze presso l’Istituto Advanced Study di Princeton, scrittore e antropologo francese) sostiene come: “Le narrazioni dominanti sui migranti e sui rifugiati fortificano le frontiere morali che giustificano e legittimano l’indifferenza, l’esclusione e la violenza o, nei migliori dei casi, una “compassione senza impegno” propria di una ragione umanitaria che spettacolarizza il dolore senza mettere in discussione il sistema di dominazione”. Attraverso vari studi effettuati nel corso degli anni su fatti di cronaca nera, purtroppo realmente accaduti, emerge un atteggiamento di indifferenza diffuso tanto che è stato coniato il termine di “effetto spettatore”. Questo, denominato anche “apatia dello spettatore” o “effetto testimone” (in inglese “Bystander Effect”) è un singolare fenomeno psicologico e sociale che avviene nei casi in cui gli individui non offrono nessun aiuto a una vittima quando sono presenti altre persone. È il caso ad esempio di quanto accaduto a Niccolò Ciatti, un ragazzo italiano che il 13 Agosto del 2017, in una discoteca in Spagna, è stato coinvolto in una rissa ed è stato colpito più volte da calci e pugni. Accanto a lui si trovava solo un suo amico, mentre, tutti i presenti non sono andati in suo soccorso. Qualcosa ha immobilizzato tutti. Noi ci chiediamo: perché nessuno si è mosso davanti a quella scena? Possiamo parlare di un’apatia sociale frutto sì di paura, ma anche di modelli educativi che si stanno perpetrando e le cui modalità andrebbero senza dubbio rimesse in discussione. Abbiamo infine concluso il nostro intervento con un messaggio “Se vogliamo combattere le malattie combattiamo la più terribile di tutte: l’indifferenza”. Irene Perrone, Francesca Porzionato, Sofia Ferro, alunne III B

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