Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Cosa si può fare, in bene e in male»

IN OCCASIONE del Giorno della Memoria, il 1 febbraio gli studenti dell’Istituto Comprensivo ‘Dante Alighieri’ hanno incontrato, alla Sala Boldini, Cesare Moisè Finzi, un medico ebreo nato a Ferrara nel 1930. Ci ha raccontato la sua storia emozionante senza mai perdere il filo del discorso e tenendo noi studenti incollati alla sedia! Nel 1938, con le leggi razziali, la sua vita iniziò a cambiare: il fatto di essere ebreo lo portò pian piano ad essere emarginato dagli altri compagni. Dopo l’8 settembre 1943 il suo migliore amico Nello Rietti, insieme alla sua famiglia, fu portato ad un campo di concentramento, da dove non fecero più ritorno, così come tutti i parenti dei Finzi di Bolzano. Cesare e la sua famiglia dovettero così scappare verso sud, per cercare di raggiungere la zona liberata. ALCUNE famiglie amiche li ospitarono in Romagna, senza riferire alle autorità che degli ebrei si nascondevano in città, anche se sarebbero diventati ricchi se l’avessero fatto. Cesare è stato molto fortunato perché molte persone avrebbero potuto denunciarli ma nessuno li tradì: più volte, durante il suo discorso, ha ricordato questi Giusti. Per non farsi riconoscere, la famiglia di Cesare cambiò identità: non erano più Finzi ma Franzi. Cesare Moisè Finzi ha concluso dicendo che, quando lui e la sua famiglia rientrarono a Ferrara, poté finalmente continuare gli studi alla scuola pubblica. Ha voluto parlare con noi perché, ci ha detto, siamo l’unica speranza per il futuro. A quel punto, un grande applauso è risuonato per tutta la sala, per ringraziarlo per questo splendido incontro. Gli esseri umani non possono essere trattati come animali o addirittura torturati e spogliati della propria dignità, tutti siamo uguali e abbiamo uguali diritti. Ancora oggi assistiamo a persecuzioni e ingiustizie basate su origini diverse, la religione, le opinioni o i pensieri politici e orientamenti sessuali. Tutti noi siamo liberi e dobbiamo lasciare liberi gli altri. Se vogliamo davvero cambiare le cose dobbiamo iniziare dalla vita di tutti i giorni non avendo paura di chi è diverso da noi, ma anzi cercando di capirlo e aiutandolo ad integrarsi.

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