Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La musica nell’era del digitale: la colonna sonora della vita degli adolescenti

SE SI ANDASSE a guardare nello zaino di ogni studente adolescente, è probabile che non in tutti si troverebbero solo libri, quaderni, diari o astucci; la maggior parte dei ragazzi, però, ha sicuramente un paio di cuffiette con sé, da tirare fuori alla prima occasione. La musica è costantemente parte integrante della vita di ogni ragazzo adolescente: che sia sul bus, per strada, mentre si studia, o davanti al computer, prima di addormentarsi, con gli amici, in palestra, persino sotto la doccia. La musica contraddistingue il passare delle giornate, dei nostri anni e delle nostre molteplici esperienze, ha assunto un valore totalizzante ed è parte integrante della vita di tutti gli adolescenti, nonché modo attraverso il quale esprimersi. Come scrive Silvia Vegetti Finzi nel suo libro ‘L’Età incerta’, «i ragazzi vivono immersi in un mare di suoni che scandiscono la loro vita come in un leitmotiv permanente». Se si vive un momento difficile o di sconforto, per caricarsi, non c’è niente di meglio che ascoltare canzoni che trasmettono energia positiva e voglia di ‘spaccare il mondo’. Alcuni testi e alcune melodie riescono ad emozionarci e a volte persino essere davvero l’unica consolazione alla solitudine e all’incomprensione. LA MUSICA è così importante e salvifica che molti ragazzi individuano in un ‘idolo’, quel cantante o quella band che con i suoi brani riesce a farli star bene, in un’età in cui vivere serenamente con se stessi e con gli altri non è sempre facile. L’ARTISTA-IDOLO è innanzitutto colui che risveglia sensazioni, che spinge chi lo ascolta ad identificarsi con i suoi temi. I ragazzi si ritrovano nelle parole delle canzoni, si sentono compresi e si ritrovano in quel vissuto di emozioni e turbamenti tipici della loro età. Quanto agli ‘idoli’, sono sempre esistiti. Mozart infatti, è passato alla storia per essere un genio, ma a suo tempo era considerato un folle, un visionario, sebbene lodato per le sue indiscutibili qualità espressive. Se fosse vissuto oggi sarebbe una star internazionale, e così come esistono le beliebers, le directioneres e le selenators, probabilmente anche il musicista avrebbe il suo fandom (gruppo di fan), magari detti i mozartes o i mozartheads. È anche vero che il motivo per cui i giovani ascoltano musica a tutte le ore del giorno e della notte è l’avere a loro disposizione una varietà di dispositivi che permette loro di fruirne in continuazione. NELL’ERA del digitale la musica scorre i streaming da qualsiasi dispositivo che si abbia a portata di mano. In definitiva la musica rimane la colonna sonora della vita dei ragazzi. Essa è un porto sicuro, ma anche una fonte inesauribile di sensazioni e scoperte. La musica ci parla di noi e ci rappresenta quando non riusciamo ad esprimerci e sembra capirci quando gli altri sembrano non farlo. Anche a scuola noi ragazzi cerchiamo la musica come forma espressiva. Il far musica a scuola, con la voce, con gli strumenti, con i mezzi a disposizione, ci permette di esplorare la nostra emotività, di scoprire la dimensione interiore e quindi affinare la nostra affettività. L’ascolto, la riproduzione dei suoni, di melodie e canzoni è un approccio adeguato per attivare processi di apprendimento multifunzionali. LA FORZA educativa della musica ci da la possibilità di sviluppare le competenze affettive relazionali, come ad esempio la capacità di maturare sicurezza interiore, di ascoltare e interpretare le emozioni dell’altro, di accettare il diverso, di porci in relazione con il gruppo, di interiorizzare comportamenti civilmente e socialmente responsabili. La musica è il più popolare linguaggio universale e se anche nel tempo cambia, è infinita ed è sempre in divenire. Basta premere ‘play’ e si ricomincia. Classe III C

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