Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Ragazzi ‘drogati’ di videogame

NEGLI ultimi anni si sono verificati sempre più casi di dipendenza da videogiochi, soprattutto nei ragazzi tra gli 11 e i 16 anni. Anche se ci sono anche molti adulti che giocano costantemente rinunciando a ciò che è realmente importante. Negli ultimi due anni il videogioco di maggior tendenza fra i nostri coetanei è Fortnite Battle Royal. Senza dubbio molto divertente, ma potenzialmente pericoloso, se non usato con moderazione, perché può creare dipendenza. A causa di questo gioco si sono verificati molti casi in cui i ragazzi hanno saltato la scuola preferendo raggiungere obiettivi «sullo schermo». I nostri compagni di classe, i nostri amici passano il loro tempo libero davanti a questo o ad altri videogame. Noi ci siamo chiesti, quando il gioco è svago positivo e quando diventa invece dipendenza? In quest’ottica, la nostra classe ha partecipato al progetto Mondo Stupefacente tenuto dalla cooperativa Papa Giovanni XXIII. Con la guida dei due operatori, oggi siamo consapevoli dei rischi. Dopo gli incontri, abbiamo preparato dei questionari in forma anonima, distribuiti a amici e compagni. Quanto tempo passi davanti ai videogiochi? «Durante la settimana gioco molto ai videogiochi, come se fosse un compito. Il sabato e la domenica raggiungo le sette ore». Come mai hai iniziato a giocare? «Alle elementari ero molto solo, alcuni compagni mi prendevano in giro. A casa i miei lavoravano. Non sapevo cosa fare, allora ho iniziato a giocare. Ora lo faccio anche online. C’è una sorta di gruppo virtuale di amici e giochiamo insieme». Cosa provi quando giochi? «Mi sento fortissimo e invincibile. Un po’ meno a scuola dove colleziono insufficienze. Online sono il più bravo di tutti. Poi i giochi mi servono per non pensare, per sfogarmi. Quando sono stanco, quando litigo con i miei, mi rifugio lì e il tempo scorre veloce». Ti sembra alle volte di aver sprecato il tuo tempo? «Sì, certo. Molte volte. Avrei potuto dedicare tempo agli amici, allo sport e alla scuola. Ma ai videogiochi sono il più bravo, perché dovrei smettere?». Il gioco deve essere svago, un passatempo che stimoli l’intelligenza e aiuti i ragazzi a crescere. Non diventare dipendente, fai del bene alla tua mente! Rachele Bianchi, Gianluca Marsella, Lorenzo Masciantonio, Aurora Stefani e Francesco Zambelli III E

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