Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«I muri tra Paesi oggi non hanno senso»

SPESSO abbiamo sentito in tv o letto sui giornali del progetto voluto dal presidente americano Trump a proposito del muro del Messico. In classe con l’ insegnante abbiamo espresso le nostre riflessioni, e ci siamo documentati anche su un altro muro tristemente noto, quello di Berlino. Viviamo in Italia, abitiamo nel comune di Roncofreddo, sulle colline cesenati e a scuola siamo abituati, già dalla scuola dell’ infanzia, a convivere con bambini e con ragazzi provenienti da altri stati. Per noi è una condizione normale e arricchente. Pensare quindi a stati che vogliono creare barriere fisiche che impediscono alle persone di entrare in un altro Paese, ci sembra molto triste e non in linea con i tempi. Abbiamo fatto una piccola ricerca sui due muri per poter meglio giungere a nostre riflessioni, con un pensiero rivolto alla Costituzione e al sommo valore dell’istruzione come possibilità di migliorare, di migliorarci e di abbattere le barriere. Oggi in Messico La barriera di separazione tra gli Usa e il Messico è stata iniziata nel 1990 con il presidente Bush in seguito continuata. Ventisette anni dopo Donald Trump, l’attuale presidnete, è determinato a continuare l’opera per limitare l’immigrazione clandestina. È una barriera è dotata di illuminazione ad altissima intensità, di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna. La conseguenza più evidente è stata aggiungere una presenza fissa di forze di polizia al confine e pattugliamento costante di elicotteri militari armati con permesso di fuoco, per bloccare il sempre crescente di persone che hanno cercato di varcare illegalmente il confine. Infatti, tra l’anno 2003 e 2004, 660.390 persone sono state arrestate dalla polizia statunitense fallendo il tentativo di oltrepassare il muro. Ieri a Berlino Il muro di Berlino, conseguenza della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda, era un sistema di fortificazioni fatto costruire dai governi tedeschi nel 1949, dividendo così il territorio in Repubblica Federale Tedesca Alleata e Repubblica Democratica Tedesca (Germania ovest e Germania Est). Il famoso muro era formato in realtà da due muri paralleli con la cosiddetta ‘striscia della morte’ dove, chiunque avesse cercato di oltrepassare la barriera, veniva ucciso. IL MURO ha diviso in due la città dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989, quando il governo orientale decretò l’apertura delle frontiere con la Repubblica Federale. Per tutti gli anni ’50, centinaia di migliaia di persone, fuggivano ogni anno da Est a Ovest. QUANDO il governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e a Berlino ovest sarebbero state permesse, piccole parti del muro furono demolite e portate via dalla folla. In seguito fu usato equipaggiamento industriale per abbattere quasi tutto quello che era rimasto. La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu conclusa il 3 ottobre 1990. Che senso hanno i muri oggi? L’idea che ci siamo fatti noi studenti della Terza E, Scuola Secondaria di Roncofreddo, al termine di questa nostra ricerca, è che non dobbiamo temere solo le barriere fisiche ma anche i muri creati da indifferenza e ostilità. ECCO di seguito dei pensieri personali di alcuni di noi. Sofia: «Non ha senso costruire un muro per dividere gli Stati perché così facendo le persone non possono conoscere le culture e le lingue degli altri stati». Anna: «I muri non servono, i muri incatenano i cuori e la speranza, quello che serve è tirar fuori il senso di umanità di ognuno di noi, per integrare e aiutare tutte le persone che stanno scappando dal proprio Paese in cerca di una vita migliore». Giorgia: «Oggi non ha più senso, come non ne aveva anni fa, costruire muri, poiché tutti abbiamo il diritto di spostarci liberamente, senza che qualcuno ce lo vieti. Non ha senso che idee, lingue e culture si dividano: nel mondo dobbiamo vivere tutti uniti senza barriere». Milena: «I muri non vanno fatti. Ognuno di noi ha la libertà di poter scegliere cosa fare e dove andare». Mattia: «Oggi costruire muri non ha più senso. Essi sono come barriere che impediscono la libertà di scelta».

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